Vincitori

VINCITORI

Primo premio assoluto
Isti’mariyah – Controvento tra Napoli e Baghdad di Michelangelo Severgnini
Perché mostra la grande storia attraverso piccole storie individuali. Per il dialogo che costruisce, per la capacità di affrontare un tema di forti implicazioni politiche senza fanatismi. Per il filo di speranza sottile che comunque resta nella possibilità di scegliere in quanto individui. Perché interpreta in modo esemplare la tematica del dialogo, una delle finalità che questa rassegna si prefigge.

Premio per il miglior documentario categoria “Islam”
Les Chemins de la Baraka  di Manoel Penicaud, Khamis Mesbah
Perché mostra con garbo, poesia e con sensibilità antropologica una componente importante del mondo islamico, quella relativa alla spiritualità popolare.

Premio per il miglior documentario categoria “Mediterraneo”
Il senso degli altri di Marco Bertozzi
Perché rappresenta in modo esemplare la migrazione come dimensione costitutiva dell’umanità e come incontro tra diversità.

Premio per la miglior regia
The Virgin of Palermo 
 di Antonio Guidi
Perché restituisce la complessità di un culto radicato, grazie alla sintonia tra sguardi di provenienze diverse. Per la capacità di cogliere aspetti della devozione individuale. La scelta del bianco e nero e la fotografia contribuiscono a collocare il film in un tempo fuori dal tempo.

Premio per la miglior fotografia
Un metro sotto i pesci di Michele Mellara e Alessandro Rossi
Per la capacità di rappresentare il paesaggio come risultato mai definitivo dell’incontro tra storia e natura. Per la capacità di evidenziare la rarefazione delle forme, e la dimensione orizzontale dominante.

Premio per  il miglior montaggio
Gaza Souvenirs, montaggio di Sabine El Chamaa, regia di Samuel Albaric
Per la capacità di rendere visivamente una storia solo narrata.

Premio speciale della giuria
Three Times Divorced di Ibtisam Mara’ana
Perché l’ostinata determinazione della protagonista nel perseguire un obiettivo giusto confidando negli strumenti della giustizia, diventa metafora per il riscatto da ogni condizione di sopraffazione.

 Menzione speciale della giuria
Karim’s Journey di Christopher Nupen
Per la rara possibilità di partecipare alla formazione e alla maturazione di un percorso intellettuale insolito.