Vincitori

Considerazioni generali della giuria

La giuria è stata felice di visionare un gruppo di film dagli intenti e dalle forme molto differenti. La discussione si è velocemente concentrata su un ristretto numero di film interessanti che hanno posto questioni come la definizione stessa di documentario e la sfida fra universalità e specificità. I premi sono stati assegnati a film il cui impatto è stato riconosciuto all’unanimità, opere che riflettono il dinamismo e l’energia dell’orizzonte documentario.

Primo premio assoluto
Al film A Summer not to forget di Carol Mansour (Libano)
Un film sulla guerra e le conseguenza della guerra come raramente vengono mostrate. Una terribile metafora del conflitto totale, dove non c’è confronto diretto tra i nemici ma solamente la visione apocalittica della distruzione. Un’opera dedicata a tutti i civili, vittime innocenti della guerra assoluta.

Premio sezione Mediterraneo
Al film Lady Kul El Arab di Ibtisam Mara’ana (Israele)
Da una storia semplice dell’ambizione di una ragazza che vuole vincere un concorso di bellezza, il film costruisce un drammatico confronto con la società nella quale la protagonista si trova intrappolata. La trasformazione della personalità della ragazza coinvolge la trasformazione del film stesso, nel passaggio tematico dal particolare all’universale, nel conflitto fra libertà e tradizione, fra personale e collettivo.

Premio sezione Islam
Al film Afghaan Women Behind the Wheel di Sahraa Karimi (Slovacchia)
Per la pregnante rappresentazione della condizione femminile e la forte carica metaforica di una storia esemplare nel percorso verso le libertà fondamentali della persona.

Premio per la miglior regia
Al film Afghaan Women Behind the Wheel di Sahraa Karimi
Per lo sguardo partecipe, la maestria visuale, la capacità narrativa e artistica nel comporre l’opera.

Premio per la migliore fotografia
Al film Moon Sun Flower Game di Claus Strigel (Germania)
Per il confronto visuale tra passato e presente, tra le immagini di un capolavoro degli anni Sessanta e la fredda poetica visuale dei nostri giorni.

Premio per il documentario più innovativo
Al film Sana’a – Passage en noir di Robert Cahen (Francia)
Anche se appartenente piuttosto al genere della video arte, il film lavora con maestria sui processi della messa in forma cinematografica, dilatando un semplice atto quotidiano, quello del camminare in città, a poetica metafora dell’abitare il corpo e il mondo.

Premio all’opera dal più alto valore culturale
Al film My love in Palmyra di Housam Abdoulghani (Siria – Russia)
Un film che si interroga sullo statuto dell’antichità e dell’opera d’arte. A chi appartengono queste opere? Allo Stato? Al turista globalizzato? O a colui che cerca di viverne? La questione posta dal film è quella di sapere come il passato possa servire il presente.

Premio del pubblico
Strawberry fields di Ayelet Heller