Vincitori

I VINCITORI E LE MOTIVAZIONI

Sole Luna Festival 2014 – IX edizione

 

Miglior documentario della sezione The journey:

Kosma di Sonja Blagojević
Fuori dai discorsi politicamente corretti, ci ha sedotto per l’originalità del racconto e della narrazione. Si segnala per la singolarità con cui trasmette, attraverso le immagini, la vitalità di uno strumento mediatico che usa solo il canale sonoro, strumento che però perviene a unire la gente in un mondo iper-mediatizzato. La radio è un legame che unisce, superando la televisione. La radio Kosma diventa perciò lo strumento d’espressione di un alito di libertà e di carica identitaria, raccontato con un ritmo narrativo di grande vivezza e leggerezza. Risponde al ritmo del montaggio la presenza di una musica tonica e perfettamente espressiva delle radici slave che traduce il dolore di una minoranza sacrificata.

 

Miglior documentario della sezione “Food for life”:

Mustafa ‘s Sweet Dreams di Angelos Abazoglou
Attraverso la rappresentazione di uno dei capolavori della cucina mondiale, i baklava, il documentario acquisisce uno spessore narrativo, diventando la metafora dell’iniziazione, del sogno di un adolescente che con leggerezza si scontra con le difficoltà della vita. È la storia di una passione e di un sogno, raccontati con profondità e attenzione e con un ottimo montaggio. La disillusione dei sogni del giovane protagonista è compensata a sorpresa dalla scoperta dell’amore. Passionali soprattutto le sequenze che mostrano la preparazione dei dolci, magistralmente rappresentati da una fotografia che esalta il cibo, vettore di cultura e tradizione.

Menzione Speciale per la Regia:

Va’ pensiero di Dagmawi Yimer
Premiamo il regista che è riuscito a far emergere il talento eccezionale di un grande attore. Gli autoritratti degli immigrati senegalesi, colpiti durante la loro ordinaria vita quotidiana, sono messi a fuoco senza nessun compiacimento ma con una resa semplice e profonda di uno dei drammi della convivenza nel mondo contemporaneo. Storia di immigrazione ordinaria e straordinaria violenza, contro la libertà e il rispetto dei diritti umani, il film si segnala per l’evidenza di un cinema in forma di racconto che trova le sue radici nella tradizione dei griot.

 

Menzione Speciale per la Fotografia (ex aequo):

Von Horen Sagen di Eibe Maleen Krebs
Attraverso una fotografia di straordinaria sapienza, che utilizza il contrasto tra le luci taglienti su sfondi neri e la coreografica coloritura del mondo dei sogni, il film riesce nella sfida di rappresentare per immagini l’universo dei non vedenti. Di particolare impatto emotivo sono le “visioni” di una non vedente dentro un palloncino d’aria: forma quasi fetale e originaria del suo contatto col mondo.

 

La Grande Distribution by Emmanuelle Lacosse
The vision of a timeless choreography, whose gestures are unchangeably repeated, translates an ordinary daily tradition into art. The images of bread, characterised by an extraordinary sensuality, are small cameos on the background made by everyday noises that become musical rhythm.


Menzione Speciale per il Montaggio:

Let them eat cake di Alexis Krasilowsky
In questo film la sapienza e l’accelerazione del montaggio diventano rappresentazione e giudizio sull’universo globale, senza nessuna forma di moralismo esplicitato. C’è una scansione che contrappone violentemente la lussuria, il lusso e l’abbondanza di contro alla miseria e la malnutrizione, ma i motivi sotterranei del giudizio sono sempre genialmente risolti nella vivacità della modulazione delle sequenze.

 Menzione Speciale per l’Innovazione:

Kijima Stories di Laetitia Mikles
Il documentario si segnala per l’originalità del tema e il coraggio della produzione. Il soggetto infatti lega, tra violenza e poesia, il mondo della scrittura al mondo del racconto, facendo del disegno un personaggio.  Parafrasando la tecnica antichissima dei tatuaggi che diventano nel mondo della Yakuza (mafia giapponese) un elemento di appartenenza a un club, la perfezione dell’eleganza della gestualità, consustanziale alla cultura giapponese, e il nitore delle illustrazioni diventano strumenti che alimentano la speranza di una redenzione.

GIURIE POPOLARI

Premio del Pubblico (Treviso)

La Mia Classe di Daniele Gaglianone
Il premio del pubblico è stato assegnato a La Mia Classe di Daniele Gaglianone.

Premio del Pubblico (Palermo)

Ghora. La danza degli Dei di Alessandro Cartosio e Irene Majo Garigliano
Il premio del pubblico è stato assegnato a Ghora. La danza degli Dei di Alessandro Cartosio e Irene Majo Garigliano

Liceo Artistico di Treviso, classe 4_E corso Audiovisivo e Multimediale

Premio a:
London Afloat di Gloria Aura Bortolini
Per l’originalità del tema; per la sceneggiatura e la sapiente regia; per la qualità della fotografia, delle immagini e delle riprese; perché individua una realtà poco conosciuta della città di Londra, riferendosi alla vita intorno alle rive del canale  Regent e del fiume Tamigi.

Liceo Scientifico A. Einstein di Palermo

Primo premio a:
Va’ Pensiero di Dagmawi Yimer
Per la forza narrativa con cui riesce a raccontare senza retorica e con disarmante autenticità le aspirazioni quotidiane e la sete di normalità di chi è costretto a migrare per tentare di rifarsi una vita in Italia. Per il montaggio geometrico e lineare, che rende la visione trasparente, poetica e toccante. Per la delicatezza delle immagini e la potenza delle interviste che consentono di toccare con mano l’altrui umanità e le altrui ferite fisiche ed esistenziali, costringendo lo spettatore a confrontarsi con i suoi più oscuri pregiudizi.Per la capacità di cogliere l’assurdità del razzismo e la sua inaudibile ed ingiustificabile carica di violenza e distruttività. Per la pervicace determinazione con cui il regista persegue, grazie ai protagonisti del film, la sua speranza in un mondo migliore.

Gruppo Albatros di Palermo

Primo Premio a:
Mustafa’s sweet dreams di Angelos Abazoglou
Per la vicenda umana raccontata, vicina all’esperienza di ciascuno, di un giovane che vuole rendersi autonomo e che insegue in modo caparbio i propri sogni, mostrando coraggio e capacità d’adattamento anche nei momenti di maggiore difficoltà.
Per le immagini suggestive della Turchia contadina e di Istanbul, realtà molto diverse tra loro rese con dei colori e delle luci straordinari.
Per le musiche tradizionali che accompagnano la narrazione, accordandosi con lo stato d’animo dei protagonisti, melodie in grado di suscitare sentimenti di commozione ma anche di allegria e gioia.
Per l’insegnamento che possiamo trarne, mantenendo viva in noi la speranza verso il futuro e la fiducia nella possibilità di realizzare le proprie aspirazioni, nonostante queste si scontrino con i problemi della vita di tutti i giorni e vadano, quindi, ridimensionate.

Il Premio “Un ponte tra le culture 2014”è assegnato al grande artista Giancarlo Bocchi dalla Presidente Lucia Gotti Venturato con la seguente motivazione:
“per la costante militanza artistica sostenuta da un’etica rigorosa alla ricerca di indicibili verità, di storie di umane sofferenze e di conflitti”.