FILM IN CONCORSO 2015

CONCORSO INTERNAZIONALE | THE JOURNEY
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A LULLABY UNDER THE NUCLEAR SKY
Regia / Kana Tomoko
Fotografia / Minami Yukio, Mukaiyama Masatoshi
Montaggio / Kana Tomoko
Produzione / Taskovski Films
Giappone, 2014, 69’, giapponese con sottotitoli in italiano e inglese

Durante il disastro alla centrale nucleare di Fukushima, una documentarista scopre una coincidenza: la centrale nucleare Fukushima Daiichi aveva cominciato a funzionare il giorno del suo compleanno, quarant’anni prima. Provando uno strano senso del destino e di colpa, a dispetto dell’avvertimento del governo, decide di entrare nella zona rossa coinvolta dalle radiazioni per filmare quello che i principali media non mostravano. Durante le riprese si ammala e nello stesso tempo, a quarant’anni, scopre di essere incinta per la prima volta. Dopo essersi sottoposta per anni a cure per la fertilità, adesso è combattuta tra la gioia e il senso di devastazione. Alla fine si trova di fronte a scelte difficili che riguardano il diventare madre e proteggere il nascituro dalla costante minaccia delle radiazioni. Decide di accendere la telecamera su se stessa, con la quale cattura il suo panico, la rabbia, il dolore e la speranza. Quello che vediamo attraverso l’obiettivo è una regista, una madre e una persona costretta a prendere decisioni difficili durante l’incontrollabile incubo del disastro nucleare.

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A MOTHER’S DREAM – MA NA SAPNA
Regia / Valerie Gudenus
Fotografia / Gabriela Betschart
Montaggio / Natascha Cartolaro
Produzione / Dario Schoch
Svizzera, 2013, 86’, gujarati, hindi e inglese con sottotitoli in inglese e italiano

“Ma na sapna – A mother’s dream” segue sei donne e il loro mediatore nelle diverse fasi della maternità surrogata in una clinica nel nord-ovest dell’India. Il film esplora le speranze delle donne, le gioie e i conflitti che le attraversano mentre vivono insieme, il momento inevitabile in cui dovranno rinunciare al neonato. “Ma Na Sapna” è un sottile ritratto di sei madri nel loro cammino di surrogate, che dà loro una voce che rimarrebbe altrimenti inascoltata.

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AL KARAMA
Regia / Marco Di Noia
Fotografia / Marco Di Noia
Montaggio / Marco Di Noia
Produzione / Marco Di Noia
Italia, 2014, 47’32”, arabo e inglese con sottotitoli in italiano e inglese

“Al Karama” è la parola araba che significa “dignità”. Il progetto esplora la complessità della primavera araba attraverso un approccio multimediale. Nei mesi di marzo e dicembre 2011 ho viaggiato lungo le rive della costa sud del Mediterraneo catturando, con la mia videocamera, la caduta dei regimi e le conseguenze in Tunisia, Libia ed Egitto. Volevo capire cosa stava succedendo in quelle piazze, perché le persone protestavano e quello che volevano ottenere. Era la mia prima volta nel mondo arabo e la prima volta che facevo video-giornalismo. Dignità è la parola che ho sentito più spesso facendo brevi interviste e parlando con la gente. La dignità di un popolo arabo, la dignità dei musulmani, la dignità di esseri umani, hanno detto. Un’energia collettiva sconvolta, ferita e galvanizzata, un insieme di diverse popolazioni in cerca di una nuova identità e consapevolezza di sé. “Al Karama” è una testimonianza di ciò che è accaduto in questi mesi nel Mediterraneo nordafricano, facendo luce sui volti della gente, per sentire le loro voci e le storie, per acquisire una maggiore comprensione, per conoscere le persone mentre cercavano di scrivere la propria storia, nonostante i pericoli terrificanti e le incertezze.

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ALMOST FRIENDS
Regia / Nitzan Ofir
Fotografia / Oded Kirma
Montaggio / Nili Feller
Produzione / Heymann Brothers Films
Israele, 2014, 60’, ebraico e arabo con sottotitoli in italiano e inglese

Due ragazze s’incontrano sul web. Samar, dodici anni, è figlia di un’arabo-israeliana e di un palestinese della Cisgiordania. Vive a Lod, una città mista in cui vivono arabi ed ebrei, pervasa da povertà e criminalità. Linor ha undici anni, è nata in un insediamento ebraico nella striscia di Gaza e vive a Tlamim, un villaggio di religione ebraica.
Lod e Tlamim si trovano a soli sessantasette chilometri di distanza, ma una voragine nazionale, culturale e ideologica li separa. Grazie a un programma educativo-tecnologico, iniziano un’innocente corrispondenza via mail. S’incontreranno poi di persona e inizierà un’esperienza nuova, profonda, stressante e sorprendente che coinvolgerà non solo le due ragazze, ma anche le loro famiglie.

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¿ASÌ SON LOS HOMBRES?
Regia / Klaudia Reynicke
Fotografia / Heidi Hassan, Pietro Zuercher
Montaggio / Yael Bitton
Produzione / Amka Films Productions
Svizzera, 2013, 56’, spagnolo con sottotitoli in italiano e inglese

Nel 1986, all’età di dieci anni, Klaudia lascia il suo paese natale, il Perù, per stabilirsi in Svizzera insieme alla madre. Da quel momento, la loro famiglia in Perù inizia a filmare la vita che Klaudia e Margot non possono più vedere. Klaudia e sua madre fanno lo stesso dalla Svizzera. Lo scambio di videocassette per corrispondenza dura quattro anni.
Circa venticinque anni dopo aver lasciato il suo paese di origine, Klaudia trova i nastri VHS della sua infanzia. Guardandoli da adulta, si pone una domanda: cosa c’è dietro l’immagine di unità familiare e qual è stato il prezzo da pagare per le donne di questa famiglia patriarcale che dovevano mantenere il ruolo di buone mogli e buone madri?
Klaudia decide di cercare di rispondere a queste domande parlando con le donne della sua famiglia in Florida. Incontra sua madre Margot, la zia Cecy, nonna Nelly e la nipote Mia. Attraverso storie del passato e del presente, Klaudia scopre a poco a poco la differenza tra il mondo in cui è cresciuta e la donna che è diventata.

Intervista con Klaudia Reynicke
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BLA CINIMA
Regia / Lamine Ammar-khodja
Fotografia / Sylvie Petit
Montaggio / Francine Lemaitre
Produzione / The Kingdom
Francese, 2014, 82’ arabo con sottotitoli in italiano e inglese

Un regista si avventura per le strade di Algeri per intervistare la gente sul cinema. Viene subito rapito dagli incontri spontanei e dalle realtà della città. Il film, vivido ritratto della città di Algeri, è una riflessione sul cinema all’interno del paese.

Intervista a Lamine Ammar-Khodja
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Riz Cantonais recadrée

CANTONESE RICE
Regia / Mia Ma
Fotografia / Nicolas Duchene
Montaggio / Cédric Jouan
Produzione / Gloria Films
Francia, 2015, 50’, francese e cinese con sottotitoli in italiano e inglese

Un viaggio di andata e ritorno tra la mia famiglia e il popolo cinese da poco arrivato in Francia, per trovare un senso alla mia ignoranza della lingua paterna, il cantonese.

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CEREMONIES
Regia / Robert Cahen
Fotografia / Robert Cahen
Montaggio / Thierry Maury
Produzione / Pixea Studio
Francia, 2015, 8’ 30’’, senza dialoghi

Guardando alla storia umana, un solo istante è sufficiente per ricordarci la nostra fragilità, la bellezza dell’esistenza, la necessità vitale della Natura.
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DESTINATION DE DIEU
Regia / Andrea Gadaleta Caldarola
Fotografia / Andrea Gadaleta Caldarola
Montaggio / Andrea Gadaleta Caldarola
Produzione / Andrea Gadaleta Caldarola
Italia, 2014, 60’, v.o. con sottotitoli in italiano e inglese

Vicino Rignano Garganico, fra i campi della Capitanata, sorge il Ghetto, una baraccopoli abitata esclusivamente da africani. Alcuni dei suoi abitanti hanno deciso di raccontarsi e di partecipare alla produzione di un documento audiovisivo: “Destination de Dieu”.

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EL GRAN VUELO
Regia / Carolina Astudillo
Montaggio / Georgia Panagou, Ana Pfaff
Produzione / Carolina Astudillo
Spagna, 2014, 60’, spagnolo con sottotitoli in inglese e italiano

Nei primi anni della dittatura di Franco, Clara Pueyo Jornet, una militante del Partito comunista, fugge dal carcere di Les Corts a Barcellona uscendo dalla porta principale. Da quel momento scompare senza lasciare traccia. Ha vissuto in fuga e ha cercato di sfuggire alla rigidità del suo stesso partito. La sua storia è anche la storia delle donne del suo tempo e della loro lotta per la libertà in una società che cercava di sottometterle.

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ELIZABETH’S PLAYGROUND
Regia / Maris Kerge, Erik Norkroos
Fotografia / Erik Norkroos, Kullar Viimne, Ants-Martin Vahur
Montaggio / Kaisa Pitsi, Erik Norkroos
Produzione / Rühm Pluss Null
Estonia, 2015, 28’54”, v.o. con sottotitoli in italiano e inglese

Elizabeth, una bambina di quattro anni, è nata in una famiglia di ex ballerini e ha trascorso gran parte della sua vita nella danza classica con i suoi genitori. Conosce per nome tutti i membri della compagnia Estonia Ballet e ricorda a memoria tutte le performance avendole viste tantissime volte. Elizabeth ama, o meglio, adora il balletto, ma sarebbe stato lo stesso se avesse potuto fare altre scelte? Questo è il viaggio della piccola Elisabeth nel magico mondo della danza classica, dove la vita reale incontra l’illusione e le fiabe possono diventare realtà.
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hacia una primavera rosa

HACIA UNA PRIMAVERA ROSA
Regia / Mario de la Torre
Fotografia / Diego Falcone
Montaggio / Antonio Gómez-Escalonilla
Produzione / ECAM
Spagna, 2014, 17’, v.o. con sottotitoli in inglese e italiano

I giovani membri della comunità LGBT araba devono vivere in clandestinità.
Dopo la primavera araba si sentono frustrati. Sarà il momento di una primavera rosa?

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I COMME IRAN
Regia / Sanaz Azari
Fotografia / Vincent Pinckaers
Montaggio / Effi Weiss
Produzione / Centre Video de Bruxelles – CVB
Belgio, 2015, 52’, farsi con sottotitoli in inglese e italiano

Bruxelles, dietro le porte chiuse di una classe. Usando un libro di testo risalente alla rivoluzione islamica, Sanaz Azari, la regista, impara a leggere e scrivere in farsi, la sua lingua madre. Nel corso delle lezioni, l’insegnante la inizia alle basi della lingua, che diventa un passaggio verso la storia e la cultura dell’Iran. Gradualmente, il metodo didattico delle lezioni si evolve in un collage poetico e visivo, che introduce il concetto di libertà e si interroga sul significato di una rivoluzione.

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JASHN-E TAKLIF
Regia / Firouzeh Khosrovani
Fotografia / Mohammad Reza Jahanpanah, Rita Ebrahimi
Montaggio / Shirin Barghnavard
Produzione / Taskovski Films
Iran, 2014, 60’, farsi con sottotitoli in italiano e inglese

La sala è invasa dalle chiacchiere di studentesse iraniane che indossano vestiti lilla e hijab bianchi. Un imam spiega loro che, avendo compiuto nove anni, hanno raggiunto “l’età del dovere”: l’inizio della pubertà, con tutti i precetti religiosi che l’accompagnano. I giorni spensierati sono finiti e, da questo momento, l’angelo sulla spalla destra e il diavolo sulla sinistra le guarderanno, soppesando il bene e il male. Incitate dall’imam, le ragazze salmodiano coscienziosamente dei versi che indicano quando devono o non devono indossare l’hijab. Salutata da grida di gioia, viene affettata una torta di panna a forma di Kaaba. Otto anni più tardi, la regista Firouzeh Khosrovani fa visita a due delle bambine che aveva filmato in quell’occasione: le cugine ed ex migliori amiche Melika e Maryam. Maryam indossa il suo hijab con convinzione e condivide i suoi dubbi esistenziali con Dio. Melika sogna una carriera da attrice, si smalta le unghie e posta i suoi selfie su Instagram.

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LA VERDAD BAJO LA TIERRA. GUATEMALA, EL GENOCIDIO SILENCIADO
Regia / Eva Vilamala
Fotografia / Miquel Dewever-Plana
Montaggio / Eva Vilamala
Produzione / Silvia Omedes, Miquel Dewever-Plana, Eva Vilamala
Guatemala e Spagna, 2014, 21’, spagnolo e maya con sottotitoli in italiano e inglese

In Guatemala, la repressione sistematica delle popolazioni indigene ha portato a un sanguinoso conflitto armato che ha provocato, dal 1960 al 1996, più di 200.000 morti, la maggior parte dei quali erano Maya. In un ambiente di paura e minacce, il fotografo Miquel Dewever-Plana ha lavorato per anni, documentando il processo di esumazione e raccogliendo le testimonianze delle numerose vittime che ora fanno parte del libro “La verità sotto terra. Guatemala, il genocidio taciuto”. Anni dopo, è tornato nelle comunità maya per consegnare questo libro a chi aveva condiviso le proprie storie.

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LE CHANT DE LA FLEUR
Regia / Jacques Dochamps, José Gualinga
Fotografia / Rémon Fromont
Montaggio / Matyas Veress
Produzione / Iota Production
Belgio, Ecuador, 2013, 61’, spagnolo e quechua con sottotitoli in inglese e italiano

Minacciato dall’industria petrolifera, il popolo amazzonico di Sarayaku conduce una costante lotta per la sopravvivenza. Ispirato da un’ancestrale canzone sciamanica, si impegna in un’incredibile sfida di portata universale: la Frontiera della Vita.

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LÉONE, MÉRE & FILS
Regia / Lucile Chaufour
Fotografia / Lucile Chaufour
Montaggio / Lucile Chaufour
Produzione / Supersonicglide
Francia, 2014, 41’, francese con sottotitoli in italiano e inglese

Léone, la proprietaria di un bar-ristorante nella periferia di Parigi, è un’orchessa dalla battuta sagace che muove, sinuosa, la sua imponente figura tra i tavoli dei clienti abituali. Tutta curve, capelli ossigenati e con la battuta sempre pronta, Léone è una donna in un mondo di uomini, dove la sua parola è legge. Tra di loro c’è il figlio, Patrick, che è ancora un bambino e ha occhi solo per lei.
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MUTSO, L’ARRIÈRE-PAYS
Regia / Corinne Sullivan
Fotografia / Hélène Motteau, Delphine Ménoret, Benjamin Echazarreta
Montaggio / Luc Forveille
Produzione / A vif cinéma and Tourné Monté films
Francia, 2014, 50’10”, georgiano con sottotitoli in italiano e inglese

Nugzari si è stabilito con la sua famiglia tra le rovine di Mutso, il paese della sua infanzia, tra le montagne deserte del Caucaso. Cresciuto con le leggende epiche originatesi attorno a questo territorio, Nugzari cerca di trasmettere al figlio la sua intima relazione con le pietre e il passato di questo entroterra sacro della Georgia.

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NAOSHIMA

NAOSHIMA (DEAM ON THE TONGUE)
Regia / Claire Laborey
Fotografia / Leena Koppe
Montaggio / Emmanuelle Baude
Produzione / Films de Force Majeure
Francia, 2014, 67’, giapponese con sottotitoli in italiano e inglese

Naoshima è una piccola isola giapponese nel Mare interno di Seto che, dagli anni Novanta, ospita un interessante progetto di sponsorizzazione dell’arte contemporanea. Sotto la spinta di un imprenditore, a Naoshima il numero dei musei e delle installazioni esterne è cresciuto. L’isola, fino a quel momento, era popolata solo da pescatori, agricoltori e lavoratori e, a causa dell’esodo post-industriale, aveva conosciuto un calo della popolazione e della sua economia locale. “Naoshima (Deam on the tongue)” è l’esplorazione di quest’isola, luogo di scambio inaspettato tra l’arte contemporanea, le tradizioni e la vita di tutti i giorni. Otto chilometri quadrati di utopia, raccontata dai suoi abitanti.

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NINI'

NINÌ
Regia / Gigi Giustiniani
Fotografia / Gigi Giustiniani
Montaggio / Gigi Giustiniani, Raffaele Rezzonico, Andrea Graglia
Produzione / La Fournaise
Italia, 2014, 65’, italiano con sottotitoli in inglese|

Nell’estate del 1932 Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta si incontrano sul Monte Bianco: scalano insieme, si innamorano. Da allora fino al 1936, l’anno in cui si sposano, vivono la loro grande stagione alpinistica e aprono, come compagni di cordata, alcune delle vie più difficili delle Alpi. Per tenere traccia delle loro imprese iniziano a scrivere diari e a fare fotografie. Ninì, una delle pochissime donne alpiniste di quegli anni, porta con sé in parete anche una cinepresa 16mm. Nel 1937 nasce il loro figlio Lorenzo e nel 1938 Gabriele muore, cadendo da una parete. Ninì abbandona l’alpinismo estremo per continuare la sua vita di madre. Qualche anno dopo la morte di Ninì, avvenuta nel 2000, il figlio Lorenzo ritrova in un baule le immagini girate dalla madre.

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RADA

RADA
Regia / Alessandro Abba Legnazzi
Fotografia / Matteo Tortone
Montaggio / Enrico Giovannone
Produzione / BabydocFilm – OfficinaKoiné
Italia, 2014, 70’, italiano con sottotitoli in inglese

Nella casa di riposo per gente di mare a Camogli, una ciurma di marinai in pensione aspetta l’ora dell’ultimo sbarco. In questa fase di stallo, un quasi centenario sommergibilista gioca al superenalotto sognando di vincere un viaggio in crociera per ballare il tango con una donna meravigliosa, un vecchio palombaro si aggira nei corridoi recitando le sue poesie a alta voce, un macchinista su bananiere africane combatte contro il gelo dell’aria condizionata, un comandante di navi mercantili ricerca nelle stelle la rotta per la sua nave e un nostromo nostalgico bestemmia mentre rincorre con il suo binocolo le navi all’orizzonte. Tutto questo mentre la nave è ferma all’ancora, nel suo aspetto immobile, in rada.

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Sciesopoli

SCIESOPOLI
Regia / Enrico Grisanti
Fotografia / Gian Mario Da Dalt
Montaggio / Olivia Busnelli
Produzione / XTV Productions
Italia, 2013, 18’40”, italiano con sottotitoli in inglese

Una storia molto particolare in un luogo unico; attraverso alcune brevi testimonianze, viene raccontata la storia di Sciesopoli, la ex colonia fascista di Selvino (Bg) che nell’immediato dopoguerra accolse più di 800 bambini e ragazzi ebrei, reduci dai campi di concentramento.

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TERRA DI TRANSITO

TERRA DI TRANSITO
Regia / Paolo Martino
Fotografia / Andrea De Biasi
Montaggio / Matteo Cusato
Produzione / Istituto Luce Cinecittà – A Buon Diritto
Italia, 2014, 54’, italiano con sottotitoli in inglese

Come migliaia di suoi coetanei in fuga dalla guerra, Rahell ha intrapreso un duro viaggio dal Medio Oriente all’Europa senza visti né passaporto, tentando di congiungersi a un ramo della famiglia che vive da anni in Svezia. Sbarcato in Italia tuttavia scopre che a dividerlo dalla sua meta c’è il Regolamento di Dublino, la norma che impone ai rifugiati di risiedere nel primo paese d’ingresso in Unione europea, anche se per Rahell l’Italia non è altro che una terra di transito.

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THE CARSONY BROTHERS – FROM VIENNA TO LAS VEGAS
Regia / Barbara Weissenbeck
Fotografia / Marcel Lehmann
Montaggio / Barbara Weissenbeck
Produzione / Filmwerkstatt Wien
Austria, 2014, 64’ 20’’, inglese e tedesco con sottotitoli in italiano

Questa è l’accattivante storia, dalla miseria al successo, di tre straordinari fratelli cresciuti in un quartiere povero di Vienna, Austria, e della loro rapida ascesa verso la fama mondiale come acrobati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. In equilibrio su bastoni da passeggio, bottiglie di champagne o palle da bowling, con una spruzzata sfolgorante di charme e umorismo, i fratelli Carsony trasmettevano un universo di sensazioni.
La loro storia viene fatta rivivere dalla figlia di Bert Carsony e dai colleghi dei tre fratelli. I Carsony avevano tra i loro amici grandi personalità dello spettacolo, come Jerry Lewis, Sammy Davis Jr., Bob Hope, le Andrew Sisters e Liberace.

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Nawal El Saadawi_village library

THE FREE VOICE OF EGYPT – NAWAL EL SAADAWI
Regia / Konstanze Burkard
Fotografia / Erik Sick, Stefanie Gartmann
Montaggio / Sandra Brandl
Produzione / Sarabandefilm
Germania 2015, 52’, arabo e inglese con sottotitoli in inglese e italiano

Nawal al Sa’dawi è nota in tutto il mondo come scrittrice femminista. In Egitto, sua terra d’origine, è una delle personalità più importanti del movimento di emancipazione delle donne. Il documentario traccia le tappe più importanti del percorso di un’intellettuale che ha rischiato più di una volta la vita per le proprie convinzioni. La biografia di Nawal al Sa’dawi abbraccia più di otto decenni di storia egiziana contemporanea, visti con gli occhi di una donna che avanza le richieste non negoziabili delle donne egiziane, indipendentemente da come si chiami il potente di turno.

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the silent chaos

THE SILENT CHAOS
Regia / Antonio Spanò
Fotografia / Antonio Spanò, Edoardo Picciolo
Montaggio / Antonio Spanò
Produzione / Office Number Four
Repubblica Democratica del Congo, 2013, 45’ 06’’, lingua dei segni, v.o. con sottotitoli in Italiano e inglese

Repubblica Democratica del Congo, Nord Kivu. Dopo anni di sanguinosa guerra civile, la società congolese ha perduto la propria identità. L’arcaismo, la superstizione e le credenze magiche sono tra i pochi elementi unificanti rimasti alla popolazione. Sono le forze che armano i ribelli Mai Mai nella difesa del territorio, ma permettono anche di identificare il diverso come una minaccia: è il caso dei sordi di Butembo. Questa è la storia di chi non ha voce né speranza, di chi non cessa di combattere per la propria dignità, di chi non vuole rassegnarsi all’infelicità.

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archie silhouette

THE SOUND BEFORE THE FURY
Regia / Lola Frederich, Martin Sarrazac
Fotografia / Eric Legay, Chloé Blondeau, Martin Sarrazac, Jérémie Clément
Montaggio / Sylvain Piot, Martin Sarrazac
Produzione / Archieball & Oléo films
Francia, 2014, 88’, francese e inglese con sottotitoli in italiano e inglese

Nel gennaio del 1972, Archie Shepp aveva registrato l’album Attica Blues, un omaggio alla rivolta della prigione di Attica. Quarant’anni dopo, rivisita questa musica. Lo seguiamo con venticinque musicisti durante i giorni intensi delle prove per il concerto inaugurale di Parigi.
“The sound before the fury” intreccia questo racconto con le immagini della ribellione e le interviste dei leader registrate nel 1972. Testimoniamo la determinazione di Shepp a trasmettere, oltre le note, il senso e il sentimento della sua musica; scopriamo i legami, alcuni intimi, che i musicisti hanno con gli eventi di Attica.

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THOSE WHO SAID NO
Regia / Nima Sarvestani
Fotografia / Nima Sarvestani, Arash T. Riahi, Ahmad Nikazar,
Nader Behestani, Farzad Moludi, Klaas Boelen, Ali Shirzad
Montaggio / Jesper Osmund
Produzione / Nima Film
Svezia│Iran, 2015, 89’, v.o. con sottotitoli in italiano e inglese

Dopo decenni di silenzio, i sopravvissuti e i parenti delle vittime sottoposte ad atrocità di massa istituiscono un Tribunale dei Cittadini. Testimonieranno contro un crimine compiuto dal regime iraniano e tenuto segreto al pubblico per più di 25 anni. I responsabili di questi crimini rivestono oggi alte cariche di governo in Iran. Senza l’impegno di alcuni sopravvissuti, il loro segreto sarebbe ancora al sicuro.
Nel 2013 un tribunale internazionale, l’Iran Tribunal, è convocato presso la Corte di Giustizia dell’Aia. Le vittime e i loro parenti hanno adesso la possibilità di mettere l’Iran sotto processo per crimini contro l’umanità. Questo è un film su chi si rifiuta di essere messo a tacere, su chi lotta per il diritto di raccontare la propria storia in tribunale.

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WAITING FOR THE (T)RAIN
Regia / Simon Panay
Fotografia / Nicolas Canton
Montaggio /David Capsir
Produzione / Nomafilm
Francia – Burkina-Faso, 2015, 25,’ v.o. con sottotitoli in italiano e inglese

Un paesino sperduto in un deserto polveroso della savana del Burkina. Il treno passa due volte a settimana. I prodotti alimentari e le bottiglie d’acqua lanciate dai passeggeri del treno in transito costituiscono la principale fonte di reddito del paese e l’unica fonte d’acqua durante la stagione secca. Diversi ritratti si susseguono. I più anziani hanno conosciuto la schiavitù al servizio della Francia, i giovani sognano orizzonti lontani.

Making of
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WE ARE BECOME DEATH
Regia / Jean-Gabriel Periot
Montaggio /Jean-Gabriel Periot
Produzione / Local Films
Francese, 2014, 4’, inglese con sottotitoli in italiano e francese

Sapevamo che il mondo non sarebbe stato lo stesso.
Pochi ridevano.
Pochi piangevano.
La maggior parte stava in silenzio.
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We cannot go there

WE CANNOT GO THERE NOW, MY DEAR
Regia / Carol Mansour
Fotografia / Houssam Hariri
Montaggio /Carol Mansour
Produzione / Forward Film Production
Libano, 2014, 42’, v.o. con sottotitoli in italiano

I profughi palestinesi vivono in Siria da quando, nel 1948, sono stati costretti a fuggire dalla Palestina. Con l’intensificarsi della crisi in Siria essi subiscono, assieme ai siriani, le conseguenza della guerra. La loro storia, tuttavia, è più complessa. Fuggendo dalla Siria e cercando rifugio in Libano, stanno diventando una categoria speciale di rifugiati: sono doppiamente profughi. Come palestinesi, spesso non sono i benvenuti in Libano, come profughi, i loro documenti di viaggio non sono riconosciuti. Come palestinesi, questa è la seconda volta che perdono tutto e che si ritrovano senza casa e senza patria. Questo documentario racconta un pezzo di storia di chi si trova a essere due volte profugo. Una storia in cui, tra un esodo e l’altro, si sono risvegliati i ricordi e in cui il senso della perdita pervade ogni cosa, colpendo l’identità. Una storia di cui sono note le cause e le conseguenze, ma non la fine. Una storia in cui le vite vengono continuamente ricostruite e improvvisate aspettando il ritorno.

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WE WERE REBELS

WIR WAREN REBELLEN
Regia / Katharina von Schroeder, Florian Schewe
Fotografia / Katharina von Schroeder, Florian Schewe
Montaggio /André Nier
Produzione / Perfect Shot Films GmbH
Germania, 2014, 93’, inglese, arabo, dinka con sottotitoli in italiano e inglese

Il documentario racconta la storia di Agel, un ex bambino soldato che torna nel Sudan del Sud per aiutare a ricostruire il suo paese. Il film lo accompagna per un periodo di due anni – dall’indipendenza, nel 2011, fino alla recrudescenza della guerra civile, nel dicembre del 2013. Come capitano della squadra di basket nazionale del Sudan del Sud – il paese più giovane del mondo – Agel allena la squadra per la sua prima partita internazionale contro l’Uganda. I conflitti all’interno della squadra mostrano una sorprendente somiglianza con i problemi politici che si stanno inasprendo in tutto il paese. Un infortunio costringe Agel a lasciare la squadra di basket, ma va avanti creando una ONG che fornisce acqua potabile alle zone più remote del paese.

I suoi viaggi gli danno il tempo per riflettere sul suo paese, su com’era, com’è, come lui spera che sarà un giorno. Quando era un bambino soldato, Agel è stato costretto a uccidere e ha perso quasi tutti gli uomini della sua famiglia. Poi è riuscito a fuggire, passando per il Kenya, ed è arrivato in Australia, dove è diventato un giocatore di basket professionista. È tornato in Sudan del Sud da uomo libero. Oggi, appena due anni dopo aver ottenuto l’indipendenza, la nazione più giovane del mondo si trova di nuovo sul bordo del precipizio: più di mezzo milione di persone sono in fuga dal paese e Agel sta combattendo, ancora una volta, da soldato.

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