I vincitori del Sole Luna Doc Film Festival – Palermo 2017

  1. 19800755_1640484455984134_7389215646728152805_o

SOLE LUNA AWARDS / GIURIA INTERNAZIONALE

Miglior Documentario
Prisons Sisters, Nima Sarvestani

Il film esprime in maniera esemplare la complessità di costruire ponti fra radicamenti culturali differenti. Anche quando tutto lascia presagire la possibilità per la protagonista di affrancarsi dai legami primordiali, familiari e religiosi, riemerge la forza dell’appartenenza.

Prison Sisters trailer 90 sec from Nima Film on Vimeo.


Menzione per miglior regia
Who’s gonna love me now?, Tomer Heymann, Barak Heymann

L’immaginazione antropologica è la capacità di collegare una vicenda individuale a tematiche più ampie. Il regista racconta con abilità complesse questioni identitarie, religiose e familiari. Nella vita del protagonista una comunità molto tradizionale è spinta a ripensarsi criticamente.


Menzione per miglior fotografia
Dead Ears, Linas Mikuta

Una fotografia, poetica e  misteriosa, evoca il modo inusuale con cui il soggetto interagisce con l’ambiente. Mostra in modo nitido e abbagliante la natura matrigna, indifferente per quello che succede agli animali così come a un padre e  un figlio. Riflette e amplifica una sensibilità resa più acuta dalla disabilità del protagonista.

Filmo ŠALTOS AUSYS / DEAD EARS anonsas / trailer from MONOKLIS on Vimeo.


Menzione per miglior montaggio
69 minutes in 86 days, Egil Haskjold Larsen

L’accurata presentazione della dimensione temporale che traspare dallo sguardo della piccola protagonista durante la lunga odissea per arrivare in Svezia, consente allo spettatore un’efficace immedesimazione nel dramma dei migranti, viaggiatori forzati della nostra contemporaneità.


Menzione per il documentario più innovativo
Eau Sacrée, Olivier Jourdain

Il film affronta, con sorprendente naturalezza, un tema sensibile, quello del piacere femminile. Utilizzando un linguaggio gioioso e popolare, ci spinge a interrogarci sull’argomento in modo non banale.


PREMIO SOLE LUNA UN PONTE TRA LE CULURE
Brother Jacob, Eli Roland Sachs

Uno dei principali scopi dell’associazione Sole Luna-Un ponte tra le culture è quello di stimolare una riflessione sulla società che ci circonda con particolare attenzione alle giovani generazioni. Per questa ragione il nostro premio va a BROTHER JACOB, un film che racconta con armonia e sincerità una storia più che mai attuale e di solitudine, la difficile conversione all’Islam di Jacob, i suoi ripensamenti e i suoi continui tentativi di affrontare la propria fragilità. Il film è un gesto d’amore del fratello Eli e diventa una strada, un ponte traghettatore capace di far emergere il dramma intimo di Jacob che finalmente inizia un’autoanalisi formativa e costruttiva.

Brother Jakob trailer from Taskovski Films on Vimeo.


PREMIO GIURIA NUOVI ITALIANI
La Giuria speciale “I nuovi italiani” per la sezione Corti del Sole Luna Doc Film Festival XII edizione premia:

Alan, di Mohammad Jouri

– per il tema trattato: la determinazione del giovane protagonista rispetto alle avversità della vita e del contesto in cui vive
– per la regia e il montaggio che conferiscono alla vicenda narrata uno sviluppo fluido e coerente
– per l’efficacia della fotografia, rispetto al tema e al contesto
– per la creatività delle musiche suonate dallo stesso protagonista


PREMIO GIURIA STUDENTI LICEALI

I membri della Giuria speciale Studenti liceali dei documentari in concorso per la sezione Human Rights della XII edizione del Sole Luna Doc Film Festival (Liceo Scientifico Albert Einstein, Liceo Scientifico Benedetto Croce, Liceo Linguistico Ninni Cassarà, Palermo), all’unanimità, decretano vincitori, ex aequo: Prison Sisters di Nima Sarvestani e Dove vanno le nuvole di Massimo Ferrari, con le seguenti motivazioni:
Prison Sisters di Nima Sarvestani:
• Per la chiara testimonianza che il documentario offre della condizione femminile nei paesi in cui domina una visione fondamentalista dell’Islam
• Per la superba capacità del regista di raccontare la storia delle protagoniste entrando nella loro dimensione più intima, mostrando piccoli momenti della loro vita quotidiana densi di significato esistenziale e culturale
• Per la splendida sceneggiatura e l’efficace montaggio attraverso i quali si crea una forte empatia tra le protagoniste del film e gli spettatori
• Per la capacità di raccontare in modo coinvolgente e sotto prospettive culturali diverse il modo di vivere delle donne afghane e occidentali, permettendo allo spettatore di interrogarsi su cosa sia davvero la diversità culturale
• Per la travolgente tenacia con cui conduce gli spettatori alla scoperta del destino delle due protagoniste
• Per la potenza narrativa del messaggio con il quale si racconta agli spettatori un esempio di coraggiosa lotta per la libertà e l’affermazione dei diritti delle donne

Dove vanno le nuvole di Massimo Ferrari
• Per la capacità di raccontare, sotto prospettive diverse, l’accoglienza dei migranti, mettendo in luce l’impegno di coloro che, lavorando quotidianamente in modo assiduo e disinteressato, consentono ad altri esseri umani che hanno dovuto lasciare il loro paese di origine, di ricostruirsi una vita degna di essere vissuta all’interno della società italiana;
• Per la capacità di trasmettere un messaggio di accoglienza che promuove l’ospitalità dello “straniero” in un’ottica non di paura o rancore ma di fiducia e speranza
• Per il messaggio di apertura delicatamente consegnato agli spettatori, invitandoli a non lasciarsi condizionare da stereotipi tanto ottusi quanto letali
• Per il montaggio nitido e cristallino che supporta la narrazione di storie vere in maniera diretta ed autentica.


AUDIENCE AWARD
Eau Sacrée, Olivier Jourdain

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *