#elgoogo project – Waiting for the (t)rain

Sinossi: Un paesino sperduto in un deserto polveroso della savana del Burkina. Il treno passa due volte a settimana. I prodotti alimentari e le bottiglie d'acqua lanciate dai passeggeri del treno in transito costituiscono la principale fonte di reddito del paese e l'unica fonte d'acqua durante la stagione secca. Diversi ritratti si susseguono. I più anziani hanno conosciuto la schiavitù al servizio della Francia, i giovani sognano orizzonti lontani. Trailer Spunti di riflessione... Questo breve ma affascinante documentario è diventato uno dei miei preferiti. Il documentario mostra numerose storie di vita personale in cui gli individui hanno tutti lo stesso limite. È bello vedere e imparare i diversi pensieri e principi che guidano tutti gli individui e aiutarli a superare questo limite. Questo è un documentario incredibile per il modo in cui mette in mostra i sentimenti di speranza, rabbia, simpatia ed empatia. Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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Un mese dalla cittadinanza onoraria di Palermo a Lucia Gotti Venturato

A un mese dal conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo a Lucia Gotti Venturato, condividiamo le motivazioni espresse dal sindaco Leoluca Orlando. "Per essere la fondatrice e presidente dell’associazione Sole Luna - Un ponte tra culture, nata con l’obiettivo di promuovere l’incontro tra radici differenti, attraverso la promozione di iniziative culturali, quali rassegne tematiche, congressi e percorsi formativi rivolti alle giovani generazioni. Per avere dato vita a Palermo al Sole Luna Doc Film Festival, manifestazione volta a sostenere produzioni documentaristiche e cinematografiche che danno voce a storie di individui, personaggi e comunità, in relazione a situazioni di marginalità, povertà e problematicità, in contesti di crisi in cui i diritti fondamentali e inalienabili dell’uomo non sono rispettati. Per avere rappresentato, attraverso le produzioni promosse dal Sole Luna Doc Film Festival, la fragilità e l’intimità dell’uomo, la quotidianità di esistenze lontane e sconosciute che, apparentemente povere, si rivelano in realtà dense di un profondo significato esistenziale, rappresentando un sensibile arricchimento culturale e umano per lo spettatore e per l’evoluzione della sua visione della realtà. Per avere favorito, e dato opportunità di crescita e diffusione, a espressioni artistiche indipendenti, che divengono strumento di conoscenza della cultura altra, stimolando nuovi spunti di riflessione, favorendo l’incontro tra persone, idee e punti di vista diversi, trasmettendo i principi positivi dell’accoglienza, della fiducia e della speranza di dialogo e comunione tra popoli. Il Sindaco, manifestando stima e ammirazione per l’opera intellettuale volta al dialogo tra diversi, alla promozione della conoscenza dell’altro e della diffusione di una cultura dell’accoglienza, della pace e del rispetto dei diritti umani, valori condivisi e promossi da questa Città, determina di conferire la cittadinanza onoraria della Città di Palermo a Lucia Gotti Venturato” “Pensando a questa mia cittadinanza – ha sottolineato poi Lucia Gotti Venturato nel corso della cerimonia – non posso non pensare a tutti quegli individui, uomini e donne, bambini e bambine, giovani e adulti che ancora aspettano di accedere a uno status che non dovrebbe essere considerato un privilegio. Palermo e Sole Luna mi hanno dato la possibilità di affrontare questo tema cogliendolo nella sua più intrinseca essenza e mi hanno insegnato il significato profondo dell’accoglienza, dell’inclusione, diritti umani per il cui rispetto non si dovrebbe presentare una domanda, ma che dovrebbero essere un diritto, appunto, per il fatto stesso di essere, tutti, parte di un ecumene, nel suo senso di casa dove tutti possono vivere”. Il sindaco ha concluso poi dicendo "Questa celebrazione è solo una formalità, perché Lucia, palermitana, lo era già!". Short video
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#elgoogo project – Intervista a Gianni Massironi

13529036_1229427420423175_7110364227818259595_n Il 16 novembre ho avuto il privilegio di intervistare il regista e produttore Gianni Massironi. Tra le tante prestigiose attività egli ha diretto e prodotto molti film e documentari per la RAI e ha lavorato con alcuni tra i più osannati maestri del cinema come Michelangelo Antonioni e Mark Peploe. È stato un onore poterlo incontrare per scoprire la sua opinione sul ruolo che giocano i media, cinema e televisione inclusi, nell’incitamento all’odio. Alla mia domanda sul suo parere riguardo il discorso dell’odio, il Signor Massironi ha risposto affermando che si deve partire dal presupposto che i media comunicano un punto di vista. Lo spettatore deve essere consapevole che dietro ad ogni informazione trasmessa dai giornali, televisioni e canali web c’è sempre un ordine del giorno. Le persone possono essere manipolate da ogni tipo di piattaforma e la crescita esponenziale del discorso dell’odio nei social è un esempio allarmante del potere dei media. Grazie alla sua esperienza e alla professionalità nell’uso del mezzo audiovisivo, ha esposto il tema della protezione dalle manipolazioni dei media attraverso un approccio originale. Questo approccio richiede all’utente di imparare ad usare “occhiali” speciali personalizzati di fronte all’informazione. Ha inoltre aggiunto che, siccome ci sono molti modi per avere controllo sul pubblico, è in realtà molto difficile e complesso capire il momento esatto in cui ci si interfaccia con notizie false e di incitamento all’odio. Gianni Massironi, parlando da regista, ha affermato in modo paradossale che noi stiamo vivendo in un permanente “Truman show” dove gli spettatori sono protagonisti a cui non sono presentati i reali problemi della società che li circonda. Ha detto inoltre che i media dovrebbero essere onesti e dichiarare cosa stanno cercando di dimostrare, ma questa possibilità è solo un sogno. È frequente che i media promuovano le distorsioni e mettano in risalto aspetti scandalosi specifici delle storie per riuscire a raggiungere un vasto pubblico. Di conseguenza, questo comportamento esalta e promuove l'incitamento all'odio invece di contrastarlo. Mostrare comportamenti distorti e che incitano all'odio è una pratica che esalta e glorifica atti illeciti e che potrebbe invitare e incoraggiare le persone ad imitare tali crimini. Ha anche menzionato il grosso problema che si crea quando si classificano gruppi di persone trasformandoli in meri stereotipi e di conseguenza possibili vittime di discorsi d’odio. Nell'affrontare questo problema, Massironi ha spiegato con un esempio come i media potrebbero smantellare gli stereotipi e, allo stesso tempo, suggerire un buon comportamento agli spettatori. Ecco l'esempio: immaginiamo che un individuo abbia fatto un'osservazione discriminatoria sulle persone disabili. Questa osservazione potrebbe provocare violenza e danneggiare l’integrità delle comunità. I media non dovrebbero promuovere questo episodio, ma offrire una visione positiva delle vittime, per esempio attraverso la produzione di un breve video clip realizzato dalle persone disabili. Ciò dimostrerebbe che, nosnostante le loro difficoltà, le persone con disabilità possono ridere e divertirsi e possono anche essere creative come qualsiasi altro essere umano. Questo sì, sarebbe vero contrasto all’odio! Tuttavia, ha sottolineato che ciò accade raramente; ancora è comune voler porre l’accento sulle notizie negative per attirare l'attenzione. Quello che ho imparato da questa conversazione è che è estremamente importante essere consapevoli del proprio punto di vista quando si è di fronte all’informazione che proviene dalle piattaforme multimediali. Dobbiamo decidere quali "occhiali" usare per non cadere nella trappola. Come dice il proverbio, bisogna prendere tutto “Cum grano salis”.
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#elgoogo project – I Comme Iran

Sinossi Bruxelles, dietro le porte chiuse di una classe. Usando un libro di testo risalente alla rivoluzione islamica, Sanaz Azari, la regista, impara a leggere e scrivere in farsi, la sua lingua madre. Nel corso delle lezioni, l'insegnante inizia alle basi della lingua persiana, che diventa un passaggio verso la storia e la cultura dell'Iran. Gradualmente, il metodo didattico delle lezioni si evolve in un collage poetico e visivo, che introduce il concetto di libertà e si interroga sul significato di rivoluzione. Trailer Facebook Spunti di riflessione.. Questo è un altro grande documentario che va visto. Mi è piaciuto il fatto che il documentario sia girato da una prospettiva soggettiva della fotocamera; ci troviamo nei panni dello studente, che sta imparando la sua lingua madre. Impariamo, attraverso la studentessa, la storia della rivoluzione islamica e a volte sentiamo il suo rimorso e la sua nostalgia. È un altro documentario coinvolgente. Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elgoogo project – The Free Voice of Egypt. Nawal El Saadawi

Sinossi: Nawal El Saadawi è nota in tutto il mondo come scrittrice femminista. In Egitto, sua terra d'origine, è una delle personalità più importanti del movimento di emancipazione delle donne. Il documentario traccia le tappe più importanti del percorso di un'intellettuale che ha rischiato più di una volta la vita per le proprie convinzioni. La biografia di Nawal al Saadawi abbraccia più di otto decenni di storia egiziana contemporanea, visti con gli occhi di una donna che avanza le richieste non negoziabili delle donne egiziane, indipendentemente da come si chiami il potente di turno. Trailer Spunti di riflessione... Il documentario contiene citazioni originali delle opere autobiografiche di Nawal El Saadawi. Sono inserite nel documentario per creare un'interazione vivida e drammatica tra passato e presente. Il film evidenzia anche la sorprendente biografia di Nawal El Saadawi, che è sopravvissuta a tante rotture sociali e politiche. Il documentario non ci mostra solo l'importanza della vita di una donna, ma che questa è la realtà della vita vissuta da milioni di donne sotto l'autorità maschile. Ecco una citazione presa dal documentario che mi ha colpito: "Se un uomo ha una brutta giornata, andrà a casa e picchierà sua moglie. Se è infastidito dai suoi figli, andrà a picchiare la moglie. È tutta colpa delle donne. Sempre" Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elogoogo project – Destination de Dieu

Sinossi: Durante la stagione di raccolta del pomodoro migliaia di persone in cerca di lavoro si riversano nelle campagne della Capitanata, nel nord della Puglia, trovando riparo in case di campagna abitate o in baracche di legno e cartone. Sono per lo più africani. Molti di loro provengono dal nord Italia dove molte aziende stanno chiudendo a causa della crisi economica, altri sono rifugiati che hanno lasciato la Libia nel 2011 e sono sbarcati a Lampedusa sperimentando il sistema di accoglienza italiano. "Destination de dieu" è un documentario partecipativo, un processo inclusivo e collaborativo che ha impegnato la comunità nella progettazione della propria storia. Il film è stato girato in uno slum italiano chiamato "Le Grand Ghetto", la città nera della Puglia. Trailer Facebook Spunti di riflessione... Il documentario mette in luce il terribile lavoro e le condizioni di vita degli individui, tra cui i rifugiati provenienti dall'Africa. È un documentario breve ma potente che deve essere visto. "Non siamo più trattati come esseri umani" Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elgoogo project – Cantonese Rice

cantonese rice Sinossi: I miei occhi possono avere il taglio cinese, ma io parlo francese, non cinese. La mia nonna cantonese ama il formaggio francese ma non la lingua. Viviamo entrambe a Parigi. Il nostro interprete comune è il mio padre spesso riluttante. E così ho deciso di incontrare altri immigrati cinesi, persone di diverse lingue e background. Mi ha permesso di dare un senso all'essere privata della lingua materna di mio padre. Trailer Spunti di riflessione... Questo documentario mostra l'adattamento, in questo caso in Francia, visto attraverso gli occhi a mandorla di una stella che non parla cinese. È tutto raccontato nella forma di un saggio che non manca di umorismo e contiene una sua grande parodia: come trovare il proprio paese di origine attraverso compagni immigrati. È un grande documentario. Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elogoogo project – Almost friends

Sinossi: Due ragazze s'incontrano sul web. Samar, dodici anni, è figlia di un'arabo-israeliana e di un palestinese della Cisgiordania. Vive a Lod, una città mista in cui vivono arabi ed ebrei, pervasa da povertà e criminalità. Linor ha undici anni, è nata in un insediamento ebraico nella striscia di Gaza e vive a Tlamim, un villaggio di religione ebraica. Grazie a un programma educativo-tecnologico, iniziano un'innocente corrispondenza via mail. S'incontreranno poi di persona e inizierà un'esperienza nuova, profonda, stressante e sorprendente che coinvolgerà non solo le due ragazze, ma anche le loro famiglie. Trailer Website Spunti di riflessione... Il documentario racconta una storia semplice, ma include ampie intuizioni politiche ed emotive. È una storia personale, raccontata attraverso la semplicità della vita di queste bambine, tuttavia, le vediamo crescere mentre formano le loro opinioni su questi nuovi temi che riguardano razza, pregiudizio, amicizia e umanità che sono entrati nelle loro vite. Nonostante la felicità sullo schermo, è una storia tinta di tristezza, dovuta ad una discriminazione perpetua che è sfortunatamente evidente nella cultura. Questo film è stato prodotto per fare vivere agli spettatori l'esperienza emotiva di un dibattito politico, da un lato ci sono i forti valori umanistici e dall'altro la speranza che le opinioni delle persone cambino affinché diventino più inclini agli altri. Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elgoogo project – Arabic Movie

Sinossi: Quando l'Egitto era il maggior nemico di Israele, alla TV israeliana ogni settimana veniva proiettato un film egiziano. Era diventato un rituale e la gente lo ricorda con nostalgia. Nessuno si era mai chiesto perché la TV israeliana insistesse a mostrare film realizzati dal "nemico", e come arrivassero alla TV israeliana? Anche se questi film ci facevano intravedere la vita dei nostri vicini al di là dal confine, la maggior parte di noi non voleva veramente guardare quella gente. "Arabic Movie" ci porta a quel momento fugace in cui condividevamo gli stessi eroi culturali così come chiunque altro in Medio Oriente. Trailer Facebook Spunti di riflessione... Questo documentario inaspettato racconta delle storie e ci porta direttamente nei salotti pieni di nostalgia. Ci mostra come gli israeliani siano diventati fan devoti dei film egiziani come una finestra su un mondo che molti non sono riusciti a vedere e capire. "Non posso vivere senza guardare questi film, sono parte della mia vita" Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con i vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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#elgoogo project – My Enemy My Brother

Sinossi: My Enemy, My Brother è la vera storia di due ex nemici che diventano fratelli di sangue per tutta la vita: Zahed Haftlang era un ragazzo iraniano che scappò di casa per arruolarsi nell'esercito. Najah Aboud era un iracheno di 19 anni che era stato arruolato per combattere in guerra, lasciandosi alle spalle la moglie e il figlio. Entrambi gli uomini hanno combattuto nella guerra Iran-Iraq durante la quale Zahed ha trovato Najah ferito in un bunker e decide di rischiare la propria vita per salvarlo. Zahed ha tenuto Najah in vita per giorni, dopodiché Najah viene catturato come prigioniero di guerra. Le loro vite prendono due strade diverse e non si vedono né si sentono per 20 anni finché un giorno si incontrano per pura coincidenza a Vancouver. Trailer Guardalo qui Facebook Spunti di riflessione... Questa è un'altra storia di grande impatto emotivo che mi ha fatto scendere le lacrime. Il regista ha creato magnificamente un ritratto significativo di ciò che significa essere un essere umano in guerra. Questo documentario trascende la cascata di notizie spesso negative che arrivano dal Medio Oriente. Sullo sfondo del conflitto nella regione, la storia di Najah e Zahed è una sorprendente affermazione dell'umanità che attraversa i confini politici. Come sempre, non dimenticate di condividere questo documentario con I vostri amici e familiari. Stiamo uniti per #crearelegami.
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