30.05 Palermo, omaggio a Gae Aulenti a “Sguardi di Luce”

“L’essere stato dal 500 ad oggi sovrapposto, contaminato, ci dà l’occasione di trovare la sua origine in modo contemporaneo e di farne un centro di produzione culturale non solo di conservazione”. Così diceva l’architetto e designer di fama mondiale Gae Aulenti nel giugno del 2007, intervistata sul progetto di restauro pensato per Palazzo Branciforte. Allora il palazzo era ancora chiuso, gli spazi interni disastrati, le basi delle colonne interrate, i calcinacci caduti. Immagini che aprono un video prodotto da Fondazione Sicilia per raccontare il passato e il presente di Palazzo Branciforte e che farà da incipit – giovedì 30 maggio alle ore 19 - all’ultimo appuntamento di Sguardi di Luce, la rassegna di documentari dedicati al mondo e ai protagonisti dell’Architettura organizzata da Sole Luna – un ponte tra le culture e Fondazione Sicilia in collaborazione con l’Università di Palermo.  Una rassegna che a 7 anni dall’inaugurazione del palazzo, ha aperto per la prima volta al cinema, e al cinema del reale in particolare, la Sala dei  99. “Gae Aulenti immaginava questo palazzo come un luogo di produzione culturale – dice il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – Possiamo dire che questo è avvenuto. Palazzo Branciforte è sede di esposizioni museali, di  una magnifica biblioteca frequentata ogni giorno da numerose persone, un centro convegni e una sala cinematografica che in questo 2019 ha permesso di raccontare i protagonisti dell’architettura contemporanea, ospitando architetti e professori universitari e un’altra importante rassegna sulle migrazioni nell’ambito de La Settimana delle culture”. “Non c’era modo migliore di concludere la rassegna Sguardi di Luce che con un omaggio a Gae Aulenti – aggiunge Lucia Gotti Venturato, presidente di Sole Luna – un ponte tra le culture – Questo Palazzo è un documentario vivente sullo stile e la visione dell’architettura di Aulenti. C’è qui quella voglia di accogliere e rendere gli spazi luoghi di vita e scambio culturale che lei aveva scelto anche per la propria casa. Il Cinema del reale di cui noi ci occupiamo permette di conoscere la realtà che ci circonda e di avere una visione più ampia del mondo in cui viviamo”. Per Andrea Sciascia, direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo,  “il successo di pubblico registrato nelle varie serate della rassegna Sguardi di Luce dimostra che l’architettura è una questione civile che riguarda e interessa la comunità e non un argomento limitato ai soli addetti ai lavori”. “Omaggio a Gae Aulenti” sarà un omaggio di immagini e parole con la tavola rotonda organizzata per l’occasione e che avrà come relatori: la nipote di Gae Aulenti, Nina Artioli; il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore; il presidente della Scuola Politecnica, Maurizio Carta; Cinzia Ferrara, docente di Disegno industriale al Dipartimento di architettura dell’Università di Palermo; la presidente di Sole Luna- un ponte tra le culture, Lucia Gotti Venturato;  Francesco Maggio, docente di Disegno al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo; Gianni Puglisi, presidente emerito della Fondazione Sicilia; e il direttore del dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, Andrea Sciascia. SGUARDI DI LUCE Organizzata dall’associazione Sole Luna – un ponte tra le culture e dalla Fondazione Sicilia in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, la rassegna “Sguardi di Luce” si è sviluppata attraverso sei serate con due proiezioni al mese partite il 7 marzo 2019 su altrettanti “sguardi di luce” di architetti contemporanei: da Frank Gehry a Renzo Piano, dal collettivo Alterazioni video all’architetto iracheno Zaha Hadid. E ancora: da Moshe Safdie, Premio Pritzker nel 2004, a Carlo Scarpa e Tobia Scarpa. GAE AULENTI Architetto e designer di fama internazionale, Gaetana “Gae” Aulenti (1927-2012) studia e si laurea in architettura a Milano. Dall’anno dopo, è il 1955, inizia una decennale collaborazione con la rivista Casabella-Continuità. Il suo lavoro si sviluppa subito su due fronti: architettura e design con la creazione di mobili di arredamento come la sedia a dondolo Sgarsul, rilettura della poltrona Thonet della seconda metà dell’Ottocento. Nel ’60 e nel ‘63 si fa notare alle Triennali di Milano e subito dopo inizia a collaborare con alcune importanti aziende realizzando per loro uffici e showroom in Italia e all’estero: Olivetti, Fiat, Max Mara, Knoll. Numerosi i restauri e le ristrutturazioni firmate da Aulenti. Tra gli altri, la Gare d’Orsay di Parigi, trasformata in Museo (1986); il Palazzo Grassi a Venezia (1986); il Museo Nazionale d’Arte Catalana a Barcellona (1995); le Scuderie Papali a Roma (2000); l’Asian Art Museum a San Francisco (2003). Palazzo Branciforte è uno dei suoi ultimi lavori. PALAZZO BRANCIFORTE Il restauro di Palazzo Branciforte ha avuto inizio nel 2007 durante la presidenza del professor Giovanni Puglisi. E’ l’unico Palazzo restaurato da Gae Aulenti in Sicilia ed è stato inaugurato nel maggio 2012, pochi mesi prima che morisse. Il Palazzo si sviluppa su 5.650 metri quadri di superficie. Al piano terra sono esposte le collezioni archeologiche e le maioliche; al piano nobile sono custodite le collezioni filateliche, numismatiche e le sculture, insieme alla storica Biblioteca che conserva circa 50mila volumi della Fondazione. Suggestivi gli ambienti del Monte di Santa Rosalia, raro esempio ancora esistente di composizione architettonica lignea, destinato ora ad ospitare mostre d’arte temporanee. In un’ala del piano terra è allestita la Città del Gusto, la celebre scuola di cucina del Gambero Rosso. Un ristorante e la Sala dei 99, attrezzata con le più moderne tecnologie per ospitare convegni e da marzo scorso anche proiezioni, completano la destinazione degli spazi aperti al pubblico.
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21.05 Palermo, proiezione di Bring the sun home nell’ambito del convegno “Migrare” di UniPa

Bring the sun home, Porta il sole a casa, è il film documentario prodotto dall’associazione Sole Luna un ponte tra le culture nel 2013. Racconta il progetto promosso da Enel Green Power a favore di 40 donne analfabete o semi-analfabete del Sud America per insegnare loro l’utilizzo dell’energia solare con un corso al Barefoot College ("Università a piedi nudi") fondata in India da Bunker Roy negli anni Settanta proprio per dare un’istruzione tecnica ai poveri del mondo. Ogni 6 mesi il Barefoot College seleziona 40 donne da Paesi diversi trasmettendo alle stesse le competenze necessarie a costruire piccoli impianti solari da utilizzare nei loro villaggi.

 

Una storia emozionante e coinvolgente che martedì 21 maggio sarà proiettata nella Sala delle Capriate allo Steri come uno degli eventi collaterali del convegno organizzato dall’Università di  Palermo Migrare: diritti fondamentali e dignità della persona, iniziativa inserita nel Programma Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 (ASviS). Introduce la proiezione, Gabriella D’Agostino, docente di Antropologia culturale Unipa e direttore scientifico di Sole Luna doc Film Festival.

Il film è stato prodotto dall’associazione Sole Luna con il sostegno di Enel Green Power ed è stato presentato come documentario fuori concorso al Festival di Locarno nel 2013 conquistando, da allora, vari premi.

A firmare la regia: Chiara Andrich, trevigiana, oggi direttore artistico del Sole Luna doc Film Festival in programma dal 7 al 13 luglio a Palermo (Santa Maria dello Spasimo), e il veneziano Giovanni Pellegrini. Nel 2012, quando hanno avviato il progetto, erano entrambi appena diplomati al Centro internazionale di cinematografia di Palermo e si erano fatti notare al Festival Sole Luna, vincendo l’opportunità di partecipare al progetto sostenuto da Enel Green Power per raccontare la scommessa di quelle donne e delle loro comunità in Sud America.

 

BRING THE SUN HOME

Colore, 68’,

HD 16:9,

Stereo Italia, 2013

Trailer

 

SINOSSI 

Maura e Rosa, due donne da un villaggio senza luce di El Salvador, sono appena arrivate in India alla ONG Barefoot College. Assieme ad altre 40 donne da tutto il mondo frequenteranno un corso per imparare l’energia solare. Nello stesso momento dall’altra parte del mondo Jeny e Paula viaggiano tra le comunità di alta quota del sud del Peru per installare i pannelli solari che hanno imparato a costruire al Barefoot College. Al Barefoot College Maura e Rosa si confrontano quotidianamente con difficoltà enormi: non avevano mai lasciato le loro famiglie e si ritrovano catapultate in un paese straniero in cui non riescono a comunicare per studiare circuiti elettrici che non avevano mai visto. Sembra impossibile che riusciranno ad imparare ma con la loro tenacia e la loro forza le peruviane Jenny e Paula dimostrano che il Barefoot College è il posto dove l’impossibile diventa possibile. Dal loro ritorno dall’India non sono più semplici mogli e madri ma sono diventate dei tecnici del solare e stanno portando il sole nelle loro case.

CREDITI

Regia, fotografia e montaggio: Chiara Andrich, Giovanni Pellegrini;

Suono: Kevin Pinto, Leandro Leal;

Musiche originali: Francesco Novara;

Produzione: Sole Luna – Un ponte tra le culture con il sostegno di Enel GP;

Produttore esecutivo: Lucia Gotti Venturato;

Assistente di produzione: Valerio Moretti

Con: Bunker Roy, Rosa Alfaro, Nicolasa Emiliana, Magaan Kanwa, Aguilar “Jeni” Llacna, Paula Marleni, Maura Mejilla, Bhagwat “Guruji” Nandan, Guman Singh S

I REGISTI

 

Chiara Andrich (Treviso, 1982). Autrice e montatrice di film documentari, diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2013, il suo documentario “Bring the sun home”, dopo l’esordio al Festival di Locarno, ha vinto svariati premi in festival internazionali tra cui lo Human Rights Film Festival di San Sebastian, l’EFFA di Melbourne e in Italia a Visioni Italiane, l’Euganea Film Festival e ai Cetri Awards, presso il Senato della Repubblica. Nel 2015, in co-regia con Giovanni Pellegrini, realizza il lungometraggio Ali di tela: un progetto sul campione di volo libero Angelo D’Arrigo, selezionato al Festival de cinema italienne de Annecy, il premio Marcellino De Baggis, l’International Pakistan Film Mountain. Come montatrice, firma il montaggio di film selezionati a festival internazionali: Soledad di Ricardo Iscar, Tobia Scarpa L’anima segreta delle cose di Elia Romaelli, Internat di Maurilio Mangano, Aquagranda in crescendo e Il peggio di me di Giovanni Pellegrini e cura l’ideazione ed il montaggio di 2 documentari storici: Con i messaggi tra i capelli - Ragazze della Resistenza trevigiana e Cefalonia e Corfù – Testimonianza e memoria 1943-2017. Dal 2014 cura la direzione artistica del Sole Luna Doc Film Festival. Chiaraandrich.com

 

Giovanni Pellegrini (Venezia, 1981). Regista, sceneggiatore, direttore della fotografa e montatore nato a Venezia nel 1981, Giovanni Pellegrini si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2012. Il suo documentario d’esordio BRING THE SUN HOME, è stato premiato in numerosi festival internazionali tra cui il Festival di Locarno, lo Human Rights Film Festival di San Sebastian, l’EFFA di Melbourne, il Visioni Italiane di Bologna, l’Euganea Film Festival e il Cetri Awards presso il Senato della Repubblica. Attualmente vive e lavora a Venezia, dove recentemente ha scritto e diretto il documentario AQUAGRANDA IN CRESCENDO, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017.

 

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13.05 Treviso, Sole Luna al Festival Q PIDO

Il 13 maggio a Treviso al Cinema Edera Sole Luna Doc Film Festival collaborerà alla serata del festival Q PIDO con la proiezione di: En el pueblo de Las Salinas, Alessandro Montalbano, Italia 2017, 7 min, v.o. sottotitoli in italiano Evento: https://www.facebook.com/events/359727091312806/ Web regista: https://alessandromontalbanogucciardo.com/about/
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09.05 Palermo, documentari su Carlo e Tobia Scarpa a “Sguardi di luce”

Penultimo appuntamento - giovedì 9 maggio alle 20,30 - della rassegna di documentari "Sguardi di luce" dedicata al tema dell'architettura. Un progetto dell'associazione Sole Luna - Un ponte tra le culture, realizzato insieme a Fondazione Sicilia e all'Università di Palermo e in programma fino al 30 maggio alla Sala dei 99 di Palazzo Branciforte.Sotto i riflettori, l'opera di Carlo e Tobia Scarpa raccontati con tre diversi documentari e lungo un viaggio ideale tra Palermo e Venezia, la città d'origine dei due architetti. Introducono Andrea Sciascia, direttore del Dipartimento di Architettura all'Università di Palermo e Lucia Gotti Venturato, presidente di Sole Luna. Fuoriprogramma, sarà presente anche Paolo Pellizzari del Dipartimento di Economia dell'università 'Ca Foscari di Venezia, ideatore del progetto che ha portato alla realizzazione del documentario "Nel cuore muto del divino" di Riccardo Del Cal (Italia, 2018, 30') che sarà proiettato nel corso della serata.

Il primo film in programma è "Scarpa alla Kalsa" di Federico Savonitto e Ruben Monterosso (Italia 2010, 10'). Il cortometraggio, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Sede Palermo, segue la realizzazione del primo moderno museo d'arte antica in Italia, attraverso i contrasti e l'amicizia tra il giovane Carlo Scarpa e il soprintendente di Palermo Giorgio Vigni, senese, collerico, instancabile lavoratore nella Palermo ancora ferita dai bombardamenti. La Galleria di Palazzo Abatellis sarà completata alla metà degli anni Cinquanta e ancora oggi resta una pietra miliare, nel mondo, per la concezione moderna, chiara e luminosa di uno spazio museale. A seguire, sarà la volta di "Nel cuore muto del divino" di Riccardo Del Cal (Italia, 2018, 30'). Il film fa luce sul restauro di Palazzo Foscari, sede storica dell'Università di Venezia, da parte di Carlo Scarpa incaricato di metter mano alle strutture per rammodernare gli spazi con soluzioni tecniche razionali. Nasce così la nuova Aula Baratto, un luogo i cui confini divengono labili: il pavimento si fa acqua e l'antica architettura del palazzo dialoga con gli elementi moderni introdotti da Scarpa. Tra i punti focali del film, l'analisi del rapporto tra "dentro" e "fuori" e della percezione forte del senso della città.  Chiude il ciclo, "Tobia Scarpa. L'anima segreta delle cose" di Elia Romanelli (Italia, 2015, 30') che documenta alcuni incontri tra il regista e l'architetto-designer, realizzati nel corso di tre anni. Un'intervista nel tempo che segue l'evoluzione del pensiero di Scarpa figlio e la sua straordinaria attitudine a lavorare con gli artigiani e con l'industria. Tobia Scarpa non si sottrae all'occhio indagatore dell'obiettivo, a cui concede anche la ripresa di un improvvisato "concerto minimo" con i bambù, del metallo di risulta e un po' di corda trovati nel suo giardino.

CARLO SCARPA

Carlo Scarpa (Venezia, 2 giugno 1906 – Sendai, 28 novembre 1978) è stato tra gli architetti e  designer più importanti del XX secolo. Per la sua opera ha ottenuto il premio Olivetti, il premio IN/ARCH, la Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte, il Premio della Presidenza della Repubblica per l'architettura, e le nomine a membro degli Honorary Royal Designers for Industry, dell'Accademia Olimpica di Vicenza e dell'Accademia nazionale di San Luca. Una vita ricca di incontri e frequentazioni con poeti e intellettuali tra cui Giuseppe Ungaretti e Carlo Carrà. All'età di trent'anni la sua fama si accresce grazie all'importante progetto di restauro dell'Università 'Ca Foscari tra il 1935 e 1937, proseguito vent'anni dopo con una nuova tranche di lavori. Solida nel tempo anche la sua collaborazione con la Biennale di Venezia. Moltissimi i suoi allestimenti museali: le Gallerie dell'Accademia a Venezia (1945-1959), la Galleria Nazionale della Sicilia in Palazzo Abatellis a Palermo (1953-1954), le prime sale e il Gabinetto disegni e stampe della Galleria degli Uffizi a Firenze (1953-1956), il Museo Correr a Venezia (1957-1960), la Gipsoteca Canoviana a Possagno (1955-1957), il Museo di Castelvecchio a Verona (1958-1974), la Fondazione Querini Stampalia a Venezia (1961-1963).

TOBIA SCARPA

Figlio di Carlo Scarpa, Tobia (Venezia, 1935) segue la strada del padre ottenendo il suo primo premio importante nel 1969, l'anno della laurea in Architettura all'Università di Venezia, grazie all'ideazione della sedia Soriana. Un riconoscimento a cui negli anni, seguiranno tanti altri, tra cui il "IF Industrie Forum Design Hannover" del 1992. Tanti gli oggetti da lui disegnati ed esposti in importanti musei del mondo come la sedia Libertà al Louvre di Parigi. Nel campo dell'architettura, lavora con committenti pubblici e privati, come Benetton Group, per cui progetta l'intero complesso industriale di Castrette di Villorba (Treviso). I progetti realizzati per Benetton sono considerati ancora oggi un paradigma estetico-¬funzionale e un lavoro esemplare di architettura industriale, al punto che sono stati esposti nel corso della Biennale di Architettura del 2012. Nel 2008 ha ricevuto il "Compasso d'Oro" alla carriera. E' del 2012 la mostra "Dialogo sospeso", la prima che racconta, insieme, Carlo e Tobia Scarpa organizzata dal Museo di Arti Decorative di Bordeaux.

 

Sguardi di luce

Palazzo Branciforte

9 maggio ore 20,30

Carlo Scarpa, Tobia Scarpa

Introduce Andrea Sciascia

 

SCARPA ALLA KALSA, Federico Savonitto e Ruben Monterosso Italia 2010, 10'

 

NEL CUORE MUTO DEL DIVINO, Riccardo Del Cal Italia, 2018, 30'

Teaser

TOBIA SCARPA. L'ANIMA SEGRETA DELLE COSE, Elia Romanelli Italia, 2015, 30'

Teaser

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12/17.05 Palermo, Sole Luna Festival alla Settimana delle culture 2019

IN VIAGGIO. STORIE DI MIGRAZIONE, STORIE NOSTRE Rassegna cinematografica a cura di Sole Luna – Un ponte tra le culture in collaborazione con la Fondazione Sicilia Storie di viaggi, migrazioni, sbarchi e inte(g)razione. Una rassegna di documentari sul tema della migrazione attraverso le vie che uomini, donne e bambini percorrono nella speranza di raggiungere l’Europa. Narrazioni su cosa accade a intere comunità che si spostano da un paese all’altro per fuggire dalla guerra, dalla povertà, da un presente senza futuro. Viaggi che non si concludono con lo sbarco: a volte l’accoglienza, la solidarietà e il sostegno sono esemplari, troppo spesso l’odissea continua tra le difficoltà burocratiche per il riconoscimento di uno status, la fatica giornaliera per la sopravvivenza. In ogni caso, i luoghi di “approdo” modificano la percezione del fenomeno che, a distanza ravvicinata, coinvolge tutti nella nostra più profonda umanità.

12 maggio 2019

Alan, Mohammad Jury Iraq, 2015, 8’, v.o, sott. ita. #MYESCAPE, Elke Sasse Germania, 2016, 90’, v.o, sott. ita. e ing. TRAILER

13 maggio 2019

Di là, Giulio Tonincelli Italia, 2015, 8’, italiano TRAILER A Walnut tree, Ammar Aziz Pakistan, 2015, 81’, v.o, sott. ita. TRAILER

14 maggio 2019

Nowhere line: voices from Manus Island, Lukas Schrank Australia e Inghilterra, 2015, 15’, v.o, sott. ita. https://vimeo.com/118446340 Dove vanno le nuvole, Massimo Ferrari Italia, 2016, 72’, italiano TRAILER

15 maggio 2019

Sea of sorrow, sea of hope, Estephan Wagner, Marianne Hougen-Moraga Danimarca, 2018, 29′, v.o, sott. ita. TRAILER Loro di Napoli. Afro-Napoli United, Piero Li Donni Italia 2015, 69’, italiano regista presente in sala TRAILER

17 maggio 2019

Destination de dieu, Andrea Gadaleta Caldarola Italia, 2014, 30’, v.o, sott. ita. TRAILER Singing with angry bird, Hyewon Jee Corea del Sud, 2016, 57′ v.o. sott. Ing. e ita. TRAILER
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