franzRegia
Christopher Nupen
Produzione
An ALLEGROTM Film
Vladimir Ashkenazy: Piano Andreas Schmidt: Baritono Michael Sanderling: Violoncello Antje Weithaas: Violino Il Quartetto Petersen L’Orchestra Sinfonica Radio Bavarese e Coro diretto da Wolfgang Sawallisch

Vincitore del Premio Czech Crystal, Praga 1994 Candidato al Banff 1994
Regno Unito, 1993, 80′, inglese

La reputazione di Schubert soffrì del fatto che egli fece uscì fuori dagli schemi e quando un’opera d’arte è nuova o diversa il mondo non riesce a categorizzarla o etichettarla, spesso ci vuole tanto tempo per capirla ed accettare ciò che quell’opera ha da offrire. In qualche modo, queste cose perseguitano ancora oggi la reputazione di Schubert. Per complicare il quadro ulteriormente, Schubert visse, e in qualche modo la sua musica continua a vivere, all’ombra di Beethoven. Schubert stesso si era posto la domanda “Wer vermag nach Beethoven noch etwas zu machen?“ (Chi oserebbe mai far qualcosa dopo Beethoven?). La risposta, naturalmente, si trova in Franz Peter Schubert ed in particolare, nella musica che egli scrisse dopo la morte di Beethoven.
Il film inizia pertanto con il funerale di Beethoven, al quale Schubert partecipò in qualità di tedoforo; la storia viene raccontata quasi interamente sulle note della musica che Schubert scrisse durante i venti mesi che gli rimanevano di vita dopo quell’evento, ed insieme a citazioni prese dalle sue lettere, i suoi diari e le parole ch’egli scelse da inserire in alcune delle sue composizioni.
Il film non si concentra sulla vita di Schubert o la sua carriera, ma utilizza le parole e la musica di Schubert per tentare di aiutare lo spettatore ad avvicinarsi a ciò che il compositore stesso cercava di dire. Il titolo da noi scelto “The Greatest Love and the Greatest Sorrow” (Il più Grande Amore e il più Grande Dolore) è tratto da un sogno profetico che Schubert mise per iscritto il 3 Luglio 1822, interamente citato nel film.