Online la call della 18 edizione del Sole Luna Doc Film Festival

CALL APERTA FINO AL 15 MARZO 2023

È online da giovedì 1 dicembre il bando di partecipazione alla 18 edizione di Sole Luna Doc Film Festival, la rassegna internazionale di documentari che da Palermo accende i riflettori sul mondo, le storie e le dinamiche che lo attraversano. La call è aperta a lungometraggi e cortometraggi ultimati dopo il primo gennaio 2021. A produrre ed organizzare il Festival è l’associazione no profit Sole Luna – Un ponte tra le culture il cui principale scopo è quello di promuovere i valori di solidarietà e comunicazione tra i popoli attraverso il cinema del reale e il cinema indipendente e di valorizzare nuovi talenti anche attraverso percorsi formativi con professionisti affermati del settore. La 18 edizione del Sole Luna Doc Film Festival si terrà dal 3 al 9 luglio 2023. La call rimarrà aperta fino al 15 marzo 2023. L’iscrizione al festival è gratuita, attraverso il form. Disponibile anche il regolamento. L’attività dell’associazione è dedicata principalmente alle giovani generazioni e, al di là delle manifestazioni pubbliche e dei festival, raggiunge le scuole superiori italiane offrendo rassegne a tema e progetti di Alternanza Scuola Lavoro e accoglie tirocinanti e stagisti delle Università di Palermo, Padova, Venezia, Roma e Torino. Dal 2006 sono oltre 125 mila gli spettatori che hanno partecipato al festival mentre l’archivio Sole Luna raccoglie circa 10 mila documentari provenienti da tutto il mondo. A giudicare i film ammessi sarà una giuria internazionale formata da registi e intellettuali impegnati a vario titolo in ambiti sensibili del sociale, in sintonia con i temi che il Festival si propone di indagare. La giuria internazionale assegnerà: il premio al miglior lungometraggio in concorso di 3000 euro, offerto dalla Fondazione Sicilia e il premio al miglior cortometraggio, di 300 euro, offerto dal Museo Antonio Pasqualino. Attribuirà inoltre menzioni speciali per: la migliore regia, la miglior fotografia, il miglior montaggio, la migliore colonna sonora. Previsti inoltre: il Premio Sole Luna, Un ponte tra le culture, al film che meglio esprimerà i valori di solidarietà e comunicazione tra popoli, la promozione dei quali rappresenta lo scopo primario dell’Associazione, assegnato dalla Presidente dell’associazione; il Premio del pubblico; il Premio delle Giurie speciali formate da studenti liceali e da giovani ‘nuovi italiani’; il premio Rubino Rubini Award in memoria del regista Rubino Rubini, cofondatore del festival.
Leggi di più...

Sole Luna Doc Film Festival – 18 edition

SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FILM DOCUMENTARI XVIII edizione – Palermo 3/9 luglio 2023 Il Sole Luna Doc Film Festival ha avuto il suo esordio nel 2006 a Palermo e giunge nel 2023 alla sua diciottesima edizione. Dal 2014, durante l’anno, sviluppa parte delle attività anche sul territorio nazionale collaborando con associazioni e festival partner. Il Festival è un evento capace di unire e favorire l’incontro tra persone, idee, prospettive e sguardi attraverso il documentario d’autore, e di portare all’attenzione del più vasto pubblico possibile punti di vista originali e coraggiosi su realtà sconosciute o poco note. L’Associazione Sole Luna-Un ponte tra le culture, produttrice del festival, è un ente non profit, il cui principale scopo è promuovere il cinema del reale e il cinema indipendente e valorizzare nuovi talenti anche attraverso percorsi formativi organizzati da professionisti affermati del settore. Il progetto è dedicato principalmente alle giovani generazioni e oltre alle manifestazioni pubbliche e agli eventi che realizza, raggiunge anche le scuole superiori italiane offrendo rassegne a tema e progetti di alternanza scuola /lavoro oltre ad accogliere tirocinanti e stagisti universitari.  Tutti gli eventi e le proiezioni sono a ingresso gratuito. BANDO DI CONCORSO 2023 Potranno iscriversi al concorso film documentari di qualsiasi durata, che raccontino storie del mondo di oggi e di ieri, esperienze umane di viaggi e di contatti, contesti urbani e rurali, violazioni dei diritti umani e della terra, esempi concreti o proposte di soluzione alle crisi ambientali e umanitarie. Il bando di concorso sarà attivo on-line dal 1° dicembre 2022 fino al 15 marzo 2023. L’iscrizione al festival è gratuita. CONCORSO INTERNAZIONALE SEZIONI LUNGOMETRAGGI Documentari pari o superiori ai 30 minuti. CORTOMETRAGGI Documentari di durata inferiore ai 30 minuti. DOC FOR FUTURE Documentari che trattano specificatamente il tema dell’ambiente e degli ecosistemi. ALTRE SEZIONI Per altre sezioni previste dal programma come Fuori concorso, Eventi collaterali, Omaggi e Retrospettive, la Direzione e il Comitato di selezione individueranno i film che riterranno idonei. I PREMI E LA GIURIA Una giuria internazionale qualificata assegnerà il premio al miglior lungometraggio in concorso di € 3.000,00 il premio al miglior cortometraggio in concorso di € 300,00 il premio al miglior film della sezione Doc For Future di € 1.000,00 Attribuirà inoltre menzioni speciali per: la migliore regia la miglior fotografia il miglior montaggio la miglior colonna sonora   Premio “Sole Luna, Un ponte tra le culture”, al film che meglio esprimerà i valori di solidarietà e comunicazione tra popoli, la promozione dei quali rappresenta lo scopo primario dell’Associazione, assegnato dalla Presidente dell’associazione. Premio del pubblico
Leggi di più...

Cinema in cantina 2022

Un percorso di cinema in sei appuntamenti, organizzato tra le vigne delle cantine della DOC Prosecco tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, con la proiezione di film e documentari che si articolano in due tematiche: sostenibilità ambientale e biografie nell’arte, con una sezione speciale dedicata agli autori del territorio. Si parla dell’alluvione che sommerse Venezia, di passato e presente in un paese rurale della Catalogna, della rivalità uomo- natura, di antiche leggende del nord-est, di Hugo Pratt e Tintoretto.
Le proiezioni sono alimentate da energia fotovoltaica e accompagnate da degustazioni delle eccellenze enologiche delle aziende del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco.

programma delle serate
19.30 — 22.30
visita alla cantina con degustazione e a seguire le proiezioni
un progetto di
Sole Luna Doc Film Festival
ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
[email protected] o contattando la cantina

sponsor
Prosecco Doc. Italian genio Consorzio di Tutela della DOC Prosecco

web
www.prosecco.wine
www.solelunadoc.org

24 agosto
GIUSTI WINE
via Arditi, 14/a, Nervesa della Battaglia (Treviso)
[email protected]
+39 380 2318882

26 agosto
LA MARCA
presso Castello Lucheschi, via Contesse, 1, Colle Umberto (Treviso)
[email protected]

31 agosto
TENUTA POLVARO
via Polvaro, 35, Annone Veneto (Venezia)
[email protected]

02 settembre
MODEANO
via Casali Modeano, 1, Palazzolo dello Stella (Udine)
[email protected]
+39 347 7740463

07 settembre
CASTELLO DI RONCADE
via Roma, 141, Roncade (Treviso)
[email protected]
+39 0422 708736

09 settembre
CANTINA PIZZOLATO
Via IV Novembre, 12, Villorba (Treviso)
+39 0422 928166
[email protected]

24 AGOSTO

GIUSTI WINE

Simbolo del progetto Giusti Wine è la cantina aperta nel 2020, in gran parte ipogea, sviluppata su 5 piani che si spingono fino a 8 metri sotto terra. La cantina è stata realizzata nel pieno rispetto della filosofia della Giusti Wine, in totale armonia con il paesaggio che la ospita, sottoposto a vincolo ambientale.
Progettata per riprodurre il movimento naturale delle colline, in particolare quelle della Tenuta Ava, è sovrastata da un vigneto per essere ancor meglio integrata. La visita offre un percorso dedicato, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: attraverso una promenade fotografica affacciata sui luoghi di produzione, si scopre come nasce il vino, quali sono le caratteristiche dei diversi vitigni e qual è la storia del fondatore Ermenegildo Giusti. Il percorso prosegue fino ad arrivare alla piazzetta interrata, valorizzata da alberature e da un velo d’acqua a cascata, dove concedersi una fresca pausa per poi concludere la visita sulla terrazza dove godere della vista sui vigneti di proprietà, sul Montello e sull’Abbazia di Sant’Eustachio. Si trova ai piedi dell’Abbazia di Sant’Eustachio, nel cuore della Tenuta Sienna, una delle dieci tenute di vigneti di proprietà, dove si coltivano uve destinate a diventare Asolo Prosecco Superiore.

LA CITTÀ DELLE SIRENE
di Giovanni Pellegrini | Regista presente in sala
Italia 2020, 54', italiano

26 AGOSTO

LA MARCA

La Marca inizia la sua storia nel 1968, grazie alla visione lungimirante di un gruppo di viticoltori trevigiani innamorati di questo territorio e all’unione delle loro esperienze ed energie. Un obiettivo comune, allora come oggi, quello di far conoscere al mondo la qualità dei vini della provincia di Treviso. Oggi La Marca è una realtà enologica che rappresenta 8 cantine, 5000 soci e racchiude in sé circa 15.000 ettari di vigneto, prevalentemente coltivati a Glera.
Un’ambasciatrice del “Prosecco DOC e DOCG” nel mondo, che guarda con impegno verso nuovi orizzonti, facendo convivere tecniche d’avanguardia e sostenibilità.
La Marca ha da poco ottenuto la certificazione Equalitas di “cantina sostenibile”, la quale si basa su tre pilastri fondamentali: ambientale, sociale ed economico. Attraverso l’attenzione per l’ambiente, la gestione responsabile del territorio e la tutela del reddito e del lavoro, La Marca punta a contribuire al benessere della comunità di cui fa parte, un valore ritenuto fondamentale per il miglioramento aziendale.

 

HUGO IN ARGENTINA
di Stefano Knuchel
Svizzera, 2021, 97', spagnolo, francese, sott. ita.

31 AGOSTO

TENUTA POLVARO

Nella raffinata eleganza di un borgo seicentesco la storia incontra l’innovazione. Tenuta Polvaro, immersa nei verdi vigneti del Veneto Orientale, custodisce il profondo legame con il territorio e valorizza una lunga tradizione vinicola.
L’azienda, particolarmente impegnata nella sostenibilità, è dotata di un impianto fotovoltaico e sfrutta un sistema altamente tecnologico di subirrigazione per i propri vigneti. Inoltre, la raccolta dell’acqua piovana e l’impianto di depurazione idrica contribuiscono a un risparmio d’acqua pari all’80%. Sostenibilità che si attua anche nelle fasi di produzione: La forte riduzione dei trattamenti chimici avviene attraverso pratiche meccaniche come la rimozione delle erbe infestanti, utilizzando sofisticati macchinari, che contribuiscono anche all’ossigenazione del suolo.

TAMING THE GARDEN
di Salomé Jashi
Svizzera, Germania, Georgia 2021, 92', inglese, sott. ita.

02 SETTEMBRE

MODEANO

Modeano è un piccolo borgo agricolo al limite occidentale della Riviera Friulana, a metà strada tra Venezia e Trieste. Qui dal 1982 Gabriele Vialetto e la moglie Emanuela coltivano le vigne di famiglia e producono con passione i loro vini. La sede aziendale si trova nella Villa Bertuzzi-Ferrari e negli edifici adiacenti, circondati da un parco ricco di alberi secolari. La cantina, moderna e climatizzata, occupa il lungo casale che delimita la corte con la casa padronale e la chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario. La conformazione del territorio, i terreni ricchi e profondi ed il clima mitigato dalla vicinanza del mare fanno di Modeano il luogo ideale per produrre vini ricchi di sapori, aromi e colori.

 

PICCOLO CORPO
di Laura Samani
Italia 2021, 89', dialetto friulano, sott. ita.

07 SETTEMBRE

CASTELLO DI RONCADE

si watermark-Castello di Roncade-Treviso copia 3

Il Castello di Roncade, ricostruito nel 1508, è una delle rare ville pre-palladiane cinte da mura medievali. Sorge al centro della città di Roncade, nella campagna veneta tra Treviso e Venezia. Un maestoso complesso rinascimentale abitato per quattro secoli dalla famiglia Giustinian, i cui membri illustri l’hanno legata a doppio filo con la storia della Serenissima Repubblica di Venezia.
La famiglia Ciani Bassetti, di antiche tradizioni agricole, ne ha rilevato la proprietà all’inizio del Novecento, con la ristrutturazione del Castello e il reimpianto dei vigneti. Questo luogo, tra i più interessanti di Treviso, negli anni ha alimentato la passione vinicola della famiglia e la continua ambizione di elevare la qualità dei vini prodotti. Negli ultimi anni la produzione è in continua crescita, la proprietà conta 110 ettari vitati, una moderna cantina per la vinificazione situata in Mogliano Veneto e l’originale bottaia per l’invecchiamento dei vini più pregiati.

TINTORETTO, L’ARTISTA CHE UCCISE LA PITTURA
di Erminio Perocco
Italia 2022, 86', italiano

09 SETTEMBRE

CANTINA PIZZOLATO

Cinque generazioni di storia e di tradizione, un lungo impegno nella produzione enologica nel rispetto della naturalità e della massima qualità, un’azienda che realizza passo dopo passo la sua idea di futuro. Sono queste le salde radici della famiglia Pizzolato, sulle quali è costruita un’intera filosofia produttiva. Un percorso che ha inizio quarant’anni fa, nel 1981, grazie alla lungimiranza di Settimo Pizzolato, tra i primi imprenditori enologici italiani a intraprendere la via del biologico. La Cantina ha sede nel polmone verde di Villorba a pochi passi dalla città storica di Treviso.
Negli ultimi anni, dopo l’inaugurazione della nuova struttura sostenibile e dell’agri wine bar “l’Officina del Vino” situato alle spalle della Cantina, Pizzolato ha deciso di investire anche a livello locale dando ampio respiro allo sviluppo enoturistico e della cultura del vino.

ALCÀRRAS
di Carla Simon
Spagna, Italia 2022, 120', italiano

Leggi di più...

Vincitori 17. edizione Sole Luna Doc Film Festival

GIURIA INTERNAZIONALE

MIGLIOR FILM

Radiograph of a family, Firouzeh Khosrovani

Attraverso il linguaggio articolato e stratificato di questo film e la storia intima e singolare della sua famiglia, la regista ci porta a conoscere il rapporto tra i suoi genitori sempre innamorati seppure con una opposta visione del mondo, mentre scorre la storia dell'Iran. In questo lavoro vi sono tenerezza, rispetto e altruismo nel disegnare il ritratto di una coppia, di una famiglia, di un uomo, di una donna.

Presentato come una "gemma dei sensi", questo film costruito con materiali d’archivio risuona autentico mentre affronta tante questioni contemporanee: religione, guerra, migrazione, amore.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

Mama, Pablo de la Chica

Una storia che esplora la fragilità dell’essere umano traumatizzato attraverso la testimonianza di una donna commovente. Nella relazione tra la protagonista e gli scimpanzé, ci è dato sperare che possa finalmente riconciliarsi con sé stessa e con gli altri e ricominciare la sua vita.

MIGLIOR MONTAGGIO

Radiograph of a family, Firouzeh Khosrovani

Come un metronomo, il montaggio scandisce il ritmo e la drammaturgia del film, ben riuscendo nell’impresa di legare insieme tutti i suoi diversi strati narrativi: immagini d'archivio, voce off, musica e riprese originali. Nelle mani della regista i vecchi archivi diventano molto vicini allo spettatore e instaurano con la Storia un rapporto personale e intimo con cui ci possiamo facilmente identificare.

MIGLIOR SUONO E COLONNA SONORA

Radiograph of a family, Firouzeh Khosrovani

Un film molto poetico e un uso intelligente della musica e del suono. Voci, echi, ambienti, portano a trasformare le immagini statiche in situazioni dinamiche senza mai andare sopra le righe. Musica e suono sono insieme veicolo di informazioni e di emozioni e portano in eredità tutte le gioie e i dolori della storia.

La musica è un forte elemento di narrazione e, totalmente integrata nel film, permette al suono e alle fotografie di prendere vita.

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Garderie nocturne, Moumouni Sanou

La fotografia rappresenta in questo film uno sguardo attento su alcune donne e madri africane che lottano quotidianamente per la sopravvivenza mentre cercano di prendersi cura dei loro piccoli bambini. Il direttore della fotografia ha saputo cogliere l'interiorità e la complessità di queste donne pur mantenendo le giuste distanze, con grande senso dell’inquadratura e rispetto per l'ambiente in cui esse vivono.

MIGLIOR REGIA

Arica, Lars Edman e William Johansson Kalén

Sempre rispettosi dei protagonisti, senza mai allentare la tensione e con un convincente utilizzo del suono e del montaggio, i registi di Arica riescono in maniera molto diretta e con grande sensibilità, a raccontare la tragedia di come lo smaltimento dei rifiuti tossici svedesi arrivi a colpire le persone in un lontano villaggio del Cile.

GIURIA STUDENTI

I membri della Giuria speciale, composta da studenti e studentesse del Liceo Scientifico Statale Albert Einstein, dell'Istituto Magistrale Statale Camillo Finocchiaro Aprile e del Liceo Scientifico Statale Benedetto Croce di Palermo in seguito ad una attenta e appassionata visione, decretano quale miglior documentario della sezione lungometraggi della XVII edizione del Sole Luna Doc Film Festival, il documentario The Last Generation di Mikolaj Borowy, per i seguenti motivi:

  • Per essere riuscito a coinvolgere emotivamente il pubblico dei giovani, aiutandolo a comprendere e ad assumere la prospettiva degli attivisti, consentendogli di riconoscere ed apprezzare il pacifico ma determinato spirito di ribellione volto a cambiare le politiche mondiali, più preoccupate del profitto che dello stato di salute del nostro pianeta.
  • Per aver offerto una preziosa analisi del conflitto interiore che caratterizza le vite degli attivisti.
  • Per la sorprendente cura per il montaggio e le inquadrature che permette di immedesimarsi nelle vicende vissute dai protagonisti, rendendo lo spettatore parte integrante del documentario.
  • Per la meticolosa sceneggiatura e fotografia che contribuiscono a rendere originale la narrazione di un tema ormai noto.
  • Per l'eccezionale sonoro, capace di accompagnare emotivamente lo spettatore nelle vicende raccontate oltre che rappresentare un elemento di unione e solidarietà tra i protagonisti.

Menzione speciale

I membri della Giuria speciale, inoltre, attribuiscono al documentario Radiograph of a family di Firouzeh Khosrovani una menzione speciale per le seguenti motivazioni:

  • Per la capacità della regista di raccontare la storia del suo paese attraverso un montaggio fluido, in grado di passare rapidamente e naturalmente dalle storie individuali alla macrostoria.
  • Per il sonoro, elemento fondamentale della narrazione, caratterizzato da un forte significato simbolico ed emotivo.
  • Per il valore morale e sociale del documentario come occasione di riflessione sulla condizione delle donne nella società iraniana.
  • Per la capacità di raccontare l'incontro e il dialogo tra valori, culture, prospettive esistenziali differenti in modo rispettoso e suggestivo
  • Per l'inserimento e l'uso delle fotografie che creano un linguaggio narrativo del tutto originale e avvincente.

 

GIURIA NUOVI ITALIANI

La Giuria Nuovi Italiani assegna il premio come miglior documentario della sezione cortometraggi a Mama di Pablo de la Chica, un lavoro che tiene insieme, in modo originale, i sentimenti della paura, della speranza e del riscatto sociale. Due i temi centrali: la necessità di salvaguardare l'ambiente, vittima di deforestazioni che causano l'estinzione di numerose specie animali, e lo stupro delle donne come arma di guerra, che relega le vittime in una condizione di isolamento e di impossibilità di riscatto negando loro una seconda chance. Da qui, come in una favola, si dipana un filo invisibile che collega la storia dei primati, gli scimpanzè presenti in una riserva, e questa donna, che con loro instaura una relazione unica, inimitabile, leale, pura. Il "trionfo dell'amore" come auspicio di ritrovare se stessi insieme agli altri, in una Prospettiva di futuro pacificato per chi verrà dopo di noi.

PREMIO SOLE LUNA UN PONTE TRA LE CULTURE

The Alpes, Nael Khleifi

Il film è un potente messaggio di solidarietà e umanità e ha la capacità di raccontare senza retorica le azioni e l'impegno quotidiano dei volontari che, nei loro semplici e "naturali" gesti di soccorso, diventano veri e propri costruttori di ponti di pace.

DOC FOR FUTURE

Riconoscimento al progetto dei Teatri alchemici Dadadaun per lo spettacolo “Dadalove”

PREMIO FILM FOR OUR FUTURE

Mama, Pablo de la Chica

PREMIO DEL PUBBLICO

The Spark, Valeria Mazzucchi e Antoine Harari

Leggi di più...

Rivisitazione dello sciopero | Evento speciale su a Pier Paolo Pasolini

Rivisitazione dello sciopero

Progetto audiovisivo / audiovisual project
archivio / archive Lo sciopero dei netturbini, Pier Paolo Pasolini, 1973
sonorizzato dal vivo da /sonorized by Luca Maria Baldini
montaggio /editing Cosimo Terlizzi
produzione / production AAMOD, Le Cannibale
Italia, 2022, 40’
Italiano con sottotitoli in inglese

Giovedì 7 luglio h. 22,30 Cortile Abatelli

Lo sciopero dei netturbini, un documentario inedito di Pier Paolo Pasolini, celebra il primo sciopero dei netturbini del 24 aprile 1970. Avrebbe dovuto far parte di un’opera collettiva, terminata nel settembre 1970. Il film fu girato, ma non montato. Si pensava fosse andato perduto ma è stato ritrovato nel 2005 (senza audio) negli scaffali dell’Archivio del Movimento Operaio Democratico (AAMOD) da Mimmo Calopresti. Rivisitazione dello sciopero è un progetto audiovisivo di Cosimo Terlizzi, regista e artista, e Luca Maria Baldini, musicista, sound designer e artista, prodotto da Fondazione AAMOD e Le Cannibale. Re-interpreta il documentario di Pasolini in occasione del centenario della sua nascita. Dagli originali 84 minuti di girato ne esce un montaggio di circa 40 minuti, un’opera pensata per una sonorizzazione live che è stata presentata in anteprima al PAC (Padiglione Arte Contemporanea) a Milano.
La voce del regista emerge dai volti degli operai, creando un corto circuito semantico e sonoro. “Gli scopini” da lui stesso definiti, diventano il medium per le sue parole e per il celebre discorso di Moravia durante il suo funerale. Il flusso sonoro composto da campionature, sintetizzatori e strumenti analogici, mette lo spettatore in una disposizione percettiva amplificata accompagnandolo nel percorso audiovisivo suonato dal vivo.

Leggi di più...

Segui il festival online su OpenDDB

Dal 2013 OpenDDB si impegna a portare nei cinema e nelle case opere con una visione attenta ai temi sociali ed etici che contrasti lo sfruttamento e le diseguaglianze. Tutte le opere distribuite rispondono all’esigenza di rendere accessibili, diffondere e sostenere cultura e informazione.

Dal 2021 OpenDDB è partner del Sole Luna Doc Film Festival. Per chi non ha la possibilità di partecipare alle proiezioni in sala o vuole evitare luoghi affollati, sarà possibile guardare in streaming le opere in concorso alla 17. edizione del festival.

I film* saranno disponibili online per 48 ore, a partire dall'orario della proiezione dal vivo in sala.

 

*I seguenti film non saranno disponibili online: Arica (Lars Edman, William Johansson Kalén), Garderie nocturne (Moumouni Sanou), Radiograph of a family (Firouzeh Khosrovani).

Leggi di più...

Ambiente Doc | Sole Luna per l’ambiente insieme a Enel Green Power

Il festival da sempre propone nelle sue rassegne documentari che segnalano situazioni di allerta e invitano al rispetto del nostro pianeta, e anche questa edizione affronta l’urgenza della questione ambientale. Alcuni film in concorso come The Last Generation di Mikołaj Borowy e Arica di Lars Edman e William Johansson Kalén ci invitano a riflettere su questo tema così come la retrospettiva dei cortometraggi di Vittorio De Seta sul delicato e complesso rapporto tra esseri umani e ambiente. Abbiamo inoltre riproposto, per il secondo anno consecutivo, la sezione fuori concorso Ambiente Doc interamente dedicata ai temi della sostenibilità e del cambiamento climatico.
Grazie alla sensibilità del nostro main sponsor, Enel Green Power, il festival si apre con la presentazione del progetto Sulle tracce dei ghiacciai del fotografo Fabiano Ventura. Si tratta di uno studio che analizza gli effetti dei cambiamenti climatici grazie all’osservazione delle variazioni delle masse glaciali negli ultimi 150 anni attraverso un processo di fotografia comparativa. Il progetto a livello globale, con 6 spedizioni nell’arco di 10 anni destinate ai ghiacciai montani più importanti della Terra (Karakorum 2009, Caucaso 2011, Alaska 2013, Ande 2016, Himalaya 2018, Alpi 2020) sarà presentato da Ventura e accompagnato da una video-installazione e dalla proiezione del documentario Sulle tracce dei ghiacciai. Missione in Caucaso. Un focus particolare è dedicato al mare, con documentari che, con sensibilità diverse, presentano la gravità del suo stato di salute: con l’opera Nobilis Golden Moon, dell’artista Mariagrazia Pontorno, conosceremo la “sentinella del Mediterraneo”, la Pinna nobilis, una cozza alta più di un metro, e in via di estinzione, narrata tra scienza e pensiero magico. Con Above the Water incontreremo Wayan, un pescatore balinese novantenne e il suo impegno quotidiano per tornare a pescare, mentre in Habiter le seuil seguiremo la coreografa Marine Chesnais che mette in scena le sue performance ultraterrene sott'acqua. Chiude la selezione un reportage dei subacquei Marco e Andrea Spinelli sulla Missione Euridice che ha recuperato alcune reti abbandonate al largo di Cefalù. In collaborazione con l’associazione ecologista Mare Vivo presentiamo un incontro di sensibilizzazione sulle microplastiche con Antonio Ragusa, autore del libro Nati con la camicia… di plastica (Aboca edizioni, 2021) che racconta come le microplastiche siano presenti già nella placenta del grembo materno. In questa occasione sarà esposta l’opera Madre Plastica di Fabrizia Capostagno, vincitrice della prima edizione del concorso Marine Litter Art.

Leggi di più...

Omaggio a Vittorio De Seta

Omaggio a / Tribute to Vittorio De Seta
in collaborazione con / in cooperation with
Direzione Rai Teche, CRicd – Filmoteca Regionale Siciliana

La retrospettiva che il Sole Luna Doc Film Festival dedica a Vittorio De Seta, di cui si celebrerà il prossimo anno il centenario della nascita avvenuta a Palermo nel 1923, è l’omaggio ad un grande maestro del cinema italiano che ha concentrato la sua filmografia nel racconto dell’Italia attraverso un linguaggio in equilibrio tra il realismo del documentario e la finzione del mezzo cinematografico.
Tra la sua estesa filmografia che comprende 22 titoli abbiamo deciso di valorizzare tutti i cortometraggi documentari, realizzati tra il 1954 e il 1959 in Sicilia, Calabria e Sardegna, tra cui la sua pietra miliare Isole di fuoco, vincitore come miglior documentario al Festival di Cannes nel 1955. Protagonisti dei dieci cortometraggi, restaurati dalla Cineteca di Bologna e pubblicati con il titolo Il mondo perduto nella collana Real Cinema di Feltrinelli, sono i gesti e il lavoro di pescatori, pastori e contadini di una Italia agropastorale caratterizzata da un rapporto con la natura ormai “perduto”.
Chiude la selezione la versione cinematografica di Diario di un maestro, opera tratta dal libro autobiografico Un anno a Pietralata (1968) di Albino Bernardini e che nel 1973 fu rivoluzionaria per il cinema italiano per aver avuto la capacità di entrare dentro una scuola di borgata e raccontare l’ostinazione di un maestro elementare nella sua missione di costruzione delle coscienze con metodi didattici innovativi per l’epoca.
L’omaggio a De Seta comprende anche una tavola rotonda in collaborazione con la Filmoteca Regionale Siciliana che ha avuto il merito di riscoprire Vittorio De Seta negli anni ’90 dandogli l’attenzione che meritava all’interno del panorama cinematografico nazionale che lo aveva lasciato ai margini. Vittorio De Seta è stato infatti un cineasta non convenzionale, che si è occupato di temi non privilegiati dall’industria cinematografica e con un linguaggio che Martin Scorsese, durante un omaggio al Tribeca Film Festival, ha definito quello di «un antropologo che si esprime con la voce di un poeta».
A completare l’omaggio al Maestro palermitano sarà un cortometraggio di animazione a lui dedicato da Simone Massi, uno dei più visionari animatori del nostro cinema. Auspichiamo che questa retrospettiva sia un viaggio nel tempo e, come per tutti i classici, sia un piacere che si rinnova per chi già lo conosce e una scoperta sorprendente ed esemplare per le nuove generazioni.

Vittorio De Seta e la Filmoteca Regionale Siciliana / Vittorio De Seta and the Filmoteca Regionale Siciliana
testo a cura di / text edited by CRicd – Filmoteca Regionale Siciliana

La Filmoteca Regionale Siciliana ha cominciato ad interessarsi al cinema di Vittorio De Seta nei primi anni Novanta del Novecento, quando l’industria cinematografica e il grande pubblico avevano già da tempo dimenticato il regista siciliano che tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta aveva conosciuto il successo popolare pur rimanendo un cineasta indipendente e poco convenzionale, sempre ai margini di quell’industria che toglieva il cuore e l’anima al cinema.
Il primo passo fu il recupero del suo corpus cinematografico: pellicole 35 mm, ma anche cassette Beta e U-matic, rare foto di scena e una minuziosa raccolta di articoli di giornali e riviste, materiali che confluirono nel primo volume a lui dedicato, Il cinema di Vittorio De Seta, a cura di Alessandro Rais, nel quale confluirono una decina di saggi di nomi prestigiosi legati al cinema di Vittorio.
Frutto di quel lavoro di recupero fu la prima retrospettiva completa dedicata al Maestro, che nel 1995 fece il giro della Sicilia. Insieme ai suoi lavori vennero proiettate alcune pietre miliari della storia del cinema mondiale grazie ad una memorabile Carte blanche nella quale De Seta volle inserire i registi che avevano ispirato il suo cinema: Ejzenstein, Bunuel, Ichikawa, Bergman, Grierson, Ivens, Dreyer, Renoir, Flaherty, Rossellini, Antonioni.
Negli anni successivi la Filmoteca Regionale è stata sempre associata al nome di Vittorio De Seta: dalla instancabile circuitazione delle sue pellicole in tutto il mondo, al sostegno finanziario e organizzativo delle sue nuove produzioni come Dedicato ad Antonino Uccello e Lettere dal Sahara, alla realizzazione del documentario di Salvo Cuccia Détour De Seta o al lavoro editoriale e audiovisivo che gli ha dedicato Franco Blandi.
La rilevanza dell’opera del Maestro ha sollecitato in anni recenti la necessità di attuare un processo di descrizione formale dei materiali posseduti dalla Filmoteca. La loro catalogazione, pertanto, è stata posta come uno degli obiettivi specifici del programma di attività, per rendere disponibili al pubblico in maniera efficace, tutte le informazioni sul patrimonio audiovisivo posseduto.

Cortometraggi

Lu tempu di lu pisci spata

Italia 1954, 10'

La pesca del pesce spada nello stretto di Messina e al largo delle isole Eolie, tra Reggio Calabria e Messina. Il documentario è suddiviso in tre momenti: l’attesa prima della pesca, la pesca e il ritorno. De Seta ha raccontato quello che ha visto e vissuto accanto a questi uomini semplici e ha lasciato che le immagini lo documentassero. Il sonoro e i canti popolari sono elementi che danno enfasi all’indagine giornalistica condotta con somma sobrietà. Sui titoli di testa si legge: «I canti, le voci e gli effetti sonori sono stati registrati interamente sul luogo e dal vero».

Isole di fuoco

Italia 1954, 10'

Documentario realizzato in occasione di una delle più violente eruzioni dello Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie, all’epoca non ancora toccato dal turismo di massa. I tuoni, il mare in tempesta, i pescatori fuori con la barca, i bimbi e i vecchi nelle case, il sole, il canto religioso di una donna, i panni stesi e il contrappunto di un vento violento e le colate di lava finiscono nello scampanio dell’alba e nel canto popolare che accompagna il ritorno al sereno del mare tranquillo, della partenza dei pescatori, dei bambini e dei vecchi che ritornano ai loro lavori (cfr. G. Bernagozzi, Il cinema corto, Firenze, 1979).

Surfarara

Italia 1955, 10'
Girato in provincia di Caltanissetta, questo documentario racconta l’epopea dei lavoratori delle miniere di zolfo siciliane, il duro lavoro in condizioni disumane. Fanno da contrappunto alle immagini riprese nel sottosuolo i dorati esterni immersi nel sole.

Pasqua in Sicilia

Italia 1954, 10'

Processioni e festeggiamenti in provincia di Messina, Caltanissetta ed Enna in occasione della Pasqua. A San Fratello i Giudei, vestiti nel loro pittoresco tradizionale costume, percorrono le vie del paese suonando le trombe.
Con la maschera rosso cupo sul volto vogliono simboleggiare le forze del male che congiurarono e determinarono la morte di Cristo. A Delia ha luogo la rappresentazione della Passione: i sacerdoti e i soldati, al rullo dei tamburi, vanno a catturare Gesù, lo condannano e lo portano al calvario. Ad Aidone, il giorno di Pasqua, i Santuna ovvero gli Apostoli, che l’immaginario popolare vuole giganteschi, corrono ad annunciare la lieta novella alla Madonna.

Contadini del mare

Italia 1955, 10'
Trapani, Tonnara di Granitola, 1955. È arrivato il momento della pesca dei tonni: all’alba i pescatori salgono sulle loro imbarcazioni. Da millenni i tonni percorrono una rotta sempre uguale, bisogna solo attenderli con pazienza.
Arrivati al largo, gli uomini, sotto la guida del Raìs, dispongono le barche a formare un quadrilatero e facendo in modo che le barche chiudano il sistema di reti impedendo ogni passaggio alle prede. I tonni, braccati all’interno delle reti, vengono trafitti dagli arpioni e issati sulle barche agonizzanti, mentre il mare si tinge di rosso. Al tramonto un rimorchiatore traina le barche cariche di pesci verso la riva. Le esclamazioni, i canti dei tonnaroti, il rumore del mare sostituiscono ogni altra forma di commento sonoro.

Parabola d’oro

Italia 1955, 10'
La raccolta del grano in Sicilia è la parabola del raccolto dove si miete e si trebbia col mulo, col vento e col sudore. Gli uomini nei campi falciano il grano, caricano i covoni sui muli e li portano alle aie per la trebbiatura. Un contadino incita i muli cantando un’invocazione al sole, al vento e a Dio. Poi il riposo. Il regista cattura l’azione nel suo svolgersi naturale, senza imporre la presenza della macchina da presa. Egli stesso racconta come abbia rifiutato ogni finzione: «Se dovevo riprendere dei pescatori che dormivano aspettavo che dormissero sul serio, se mi occorrevano scene di mietitura invitavo i mietitori a continuare il loro lavoro come se nulla fosse». (Vittorio De Seta, La mafia e i contadini, in Cinema nuovo n. 95, 1 dicembre 1956).

Pastori a Orgosolo

Italia 1958, 12'
Il territorio di Supramonte è stato un tempo rifugio di banditi. I pastori tentano di sopravvivere insieme alle loro greggi: le immagini di apertura mostrano un pastore che discende il costone di un impervio monte. Si ode soltanto il rumore dei suoi passi sulle pietre, poi lancia un fischio di richiamo e poi un urlo, che si perde nel silenzio delle rocce. Recita la didascalia iniziale: «un pedinamento per cogliere dall’interno tutta la fatica di chi contende al freddo e alla fame le proprie greggi. Le immagini che seguono colgono un paesaggio fatto di neve e di vento, di interni di misere capanne, ove si ritmano le fatiche del lavoro dei pastori.
Il silenzio è rotto solo dai rumori dei gesti quotidiani, le grida di richiamo, il rumore degli attrezzi, il suono dei campanacci delle pecore, l’ululare del vento».

Un giorno in Barbagia

Italia 1958, 10'
Il documentario è stato girato ad Orgosolo, Oliena e Mamoiada. Il regista documenta scene di vita quotidiana: donne vestite di nero affaccendate per le vie del paese. Sono sempre le donne a zappare la terra e a raccogliere la legna. Parlano fra loro ma le voci non si sentono. Gli unici rumori sono quelli dell’ambiente. Al tramonto gli uomini ritornano in paese, si cena e si gioca a carte. De Seta anticipa la fondazione del “nuovo cinema etnoantropologico” documentando la realtà senza personaggi: «Un’opera tenue, dal ritmo spezzato, tutta giocata sulla semplicità di una ripresa che vuole cogliere il tipico ed evitare l’eccezionale» (Giovanni Leto, 1958).

Pescherecci

Italia 1958, 11'
È l’ultimo dei tre documentari sulla pesca realizzati dal regista negli anni ’50, sul quale lo stesso regista offre una testimonianza: «ho trascorso dodici giorni a bordo di un peschereccio a motore, sballottato dalla tempesta a sud di Lampedusa». De Seta documenta le attività e i disagi vissuti dai pescatori a bordo dell’imbarcazione: con carrucole ed argani tirano su i pesci e ogni sorta di detriti, dividono il pescato per tipologia e lo sistemano nelle cassette, sugli scarti gettati in mare si avventano stormi di gabbiani. Al tramonto i pescatori interrompono il lavoro e consumano un breve pasto, alcuni giocano a carte, poi vanno a riposare, mentre il mozzo lava i piatti con l’acqua di mare. Quando arriva la tempesta, le barche cercano rifugio nell’isola di Lampedusa.

I dimenticati

Italia 1959, 17'
Ultimo dei documentari di De Seta del primo periodo, è stato girato ad Alessandria del Carretto, in provincia di Cosenza. Negli anni Cinquanta in Calabria vi erano paesi isolati dal resto del mondo perché senza strada, questo il motivo che spinse il regista a documentare una realtà “dimenticata”, che si risveglia in primavera con una festa di antica memoria. Tra grida e musica un grosso abete viene trascinato giù per il pendio di un monte, poi innalzato in piazza e «conquistato» dagli uomini del paese. È la Festa di primavera o Festa dell’abete, una sorta di albero della cuccagna carico di premi.

Diaro di un maestro

regia / director Vittorio De Seta
Italia 1972 — 1975, 135'/ Italy 1972 — 1975, 135'
Ispirato a Un anno a Pietralata (1968) di Albino Bernardini, il film racconta l’esperienza vissuta da un giovane maestro napoletano che assume l’incarico in una scuola della periferia di Roma, nel quartiere Tiburtino III. Al maestro viene affidata una quinta elementare formata da ragazzi difficili. Avvia una sperimentazione pedagogica fatta di “dialogo-ricerca”. Nella realtà dei fatti l’esperimento provocò un ampio dibattito che coinvolse grandi studiosi. Diario di un maestro ha avuto il merito di sottoporre a processo una scuola incapace di rinnovarsi. Narrando della scuola De Seta in realtà affronta una denuncia sociale: lo sfruttamento e il lavoro minorile, l’analfabetismo, la disoccupazione, il problema degli alloggi popolari.

Vittorio De Seta maestro del cinema

soggetto / subject Pinangelo Marino
regia e animazione / direction and animation Simone Massi
produzione / production Serena Gramizzi – Bo Film
Italia 2016, 3'
senza dialoghi / no dialogues

De Seta ha filmato le persone alle quali egli per primo si è esposto, insegnandoci che vedere l’altro significa vedere con lui, trasformando i propri sogni e i propri ricordi. Il film di Simone Massi, una fiaba animata ispirata all’opera di uno dei più importanti registi italiani, scomparso nel 2011, ha lo scopo di richiamare il significato più profondo del concetto di “esposizione” al mondo. Vederlo, e sapersi trasformare con lui.

Leggi di più...

Sulle tracce dei ghiacciai

Sulle tracce dei ghiacciai

progetto fotografico / photographic project
Fabiano Ventura, project manager

Sulle tracce dei ghiacciai è un progetto fotografico-scientifico che coniuga comparazione fotografica e ricerca scientifica al fine di divulgare gli effetti dei cambiamenti climatici grazie all’osservazione delle variazioni delle masse glaciali negli ultimi 150 anni. Il progetto rappresenta il più ampio archivio esistente di fotografia comparativa sulle variazioni delle masse glaciali; è stato ideato e realizzato dal fotografo Fabiano Ventura in collaborazione con uno staff tecnico-creativo ed è supportato da un Comitato scientifico internazionale.
Il forte potere comunicativo dei confronti fotografici, unito ai risultati delle ricerche scientifiche, rappresenta un contributo allo sviluppo di una maggiore consapevolezza sull’impatto delle attività antropiche sul clima. La diffusione dei contenuti del progetto ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di salvaguardare le risorse naturali per la tutela delle generazioni future.

fotografia storica / historical photograph
Monte Tetnuld, ghiacciaio di Adish, monti Djanga e Skara dalle alture tra Kalda e Adish (Soanezia)

1890 Vittorio Sella – © Fondazione Sella

fotografia moderna / modern photography
Panorama sui colossi del Caucaso: il monte Tetnuldi (4853m) e il monte Skhara (5200m). Dal confronto fra le due fotografie, effettuate a 121 anni di distanza, si osserva con chiarezza il ritiro lineare delle fronti dei due grandi ghiacciai Adishi e Khalde.

2011 Fabiano Ventura – © Associazione Macromicro

video installazione / video installation
La mostra è  visitabile dal 5 al 10 luglio 10.00 — 18.00


Sulle tracce dei ghiacciai. Missione in Caucaso

regia / director Marco Preti
fotografia / photography Marco Preti
montaggio / editing Marco Preti, Tommaso Valente
produzione / production SD Cinematografica
Italia 2012, 52' italiano con sottotitoli in inglese / Italy 2012, 52' Italian with English subtitles

Dopo la fortunata spedizione in Karakorum sul ghiacciaio del Baltoro, continua la missione del fotografo Fabiano Ventura e del suo team di studiosi per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai più importanti della Terra. Luogo di questa nuova esplorazione: il Caucaso georgiano, una zona di impagabile bellezza resa inaccessibile per decenni dal regime sovietico e per questo incontaminata e fuori dal tempo.
Testimonianze fotografiche di esploratori di fine Ottocento sono state messe per la prima volta a confronto con le medesime inquadrature ritratte da Fabiano Ventura e analizzate scientificamente per determinare lo "stato di salute" di alcuni dei più importanti ghiacciai del mondo.

4 luglio 21.30 Sala delle verifiche
Leggi di più...

La mia Battaglia. Franco Maresco incontra Letizia Battaglia

Palermo: la fotografia, la malattia mentale dell’Ospedale Psichiatrico di via Pindemonte, la vita e la morte, l’amore e la vecchiaia. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla grande fotografa Letizia Battaglia in un “incontro ravvicinato” con Franco Maresco, che vede la luce dopo vent’anni di attesa. Il risultato è il racconto intenso e inedito di una città che Letizia Battaglia ha reso nota al mondo per la sua violenza efferata ma senza dimenticarne la grazia, l'innocenza e la voglia di non arrendersi.

regia / director
Franco Maresco
fotografia / photography
Alessandro Abate
montaggio / editing
Francesco Guttuso
produzione / production
Lumpen
Italia 2016, 30'
italiano con sottotitoli in inglese / Italy 2016, 30' Italian with English subtitles

Leggi di più...