Sole Luna alla serata conclusiva del Festival dei Diritti Umani a Milano

Giunge al termine questa sera, alla Triennale di Milano, la terza edizione del FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI che ha affrontato quest'anno il tema della salute della Terra. UNA. PER TUTTI. NON PER POCHI. Cinque giorni di talk, mostre, buone pratiche, proiezioni di documentari e film su Diritti e Ambiente. In serata verranno proclamati e proiettati i documentari vincitori, scelti tra 8 film in concorso, selezionati da Sole Luna Doc Film Festival per la manifestazione milanese. Sole Luna Doc Film Festival ha curato per questa edizione la sezione EDU, all'interno della quale sono state organizzate 5 matinée di altrettanti film, destinate ai 3000 studenti dell'hinterland milanese che hanno fatto da pubblico ai dibattiti e alle proiezioni su temi estremamente caldi, come l'inquinamento degli oceani, il riscaldamento globale, le energie rinnovabili. Il Festival di documentari ha però condiviso il proprio expertise cinematografico curando anche la sezione DOC, costituita da 8 documentari in concorso, selezionati dall'archivio Sole Luna, che sono stati proiettati nei pomeriggi dei primi quattro giorni del festival milanese. Oggi, sabato 24, saranno proiettate per tutto il giorno le repliche dei documentari della sezione DOC per una full immersion sul tema del rispetto dell'ambiente e dei diritti e doveri degli esseri umani. Questa sera verranno poi proclamati i documentari vincitori della sezione DOC del Festival, seguiranno le proiezioni dei film vincitori. La Giuria della Sezione DOC, che dopo la consultazione consegnerà ai vincitori il Premio Reset-Diritti Umani, è composta da Nina zu Fürstenberg, Alessandra Mazzai, Barbara Sorrentini. www.festivaldirittiumani.it
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I vincitori della Sezione Doc del Festival dei Diritti Umani di Milano

Ecco i vincitori della sezione DOC #FDUmilano, rassegna curata da Sole Luna Doc Film festival che ha selezionato, fra gli oltre 400 pervenuti da tutto il mondo, 19 produzioni in concorso e 3 fuori concorso con il meglio del cinema del reale internazionale. Premio della Giuria al miglior documentario > Dead Ears di Linas Mikuta (Lituania 2016, 42’) Premio Reset DOC Dialogues on Civilizations-Diritti Umani > Dönüş-Return di Valeria Mazzucchi (Italia 2017, 50’) Menzione Speciale della giuria a P.E. Class di Jabar Salehi (Iran 2015, 15’) Premio della Giuria al miglior documentario > Dead Ears di Linas Mikuta (Lituania 2016, 42’) https://vimeo.com/162065094 MOTIVAZIONE: per l’essenzialità sontuosa con cui viene raccontata una storia universale di struggente difficoltà di dialogo, e per la delicatezza con cui riesce a descrivere un rapporto di amore che implode in tensione e rabbia, catturando con immagini potenti – e allo stesso tempo semplici e folgoranti – una realtà che acquista una dimensione sempre più simbolica e astratta, il premio della Giuria al miglior documentario va a Dead Ears di Linas Mikuta. Premio Reset DOC Dialogues on Civilizations Diritti Umani > Dönüş-Return di Valeria Mazzucchi (Italia 2017, 50’) https://vimeo.com/182680103 MOTIVAZIONE: per la capacità di trasmettere la trasformazione politica di un paese, la Turchia, attraverso lo sguardo e la vita professionale e privata di un corrispondente estero, in un film immerso nell’attualità più recente e il caso Gabriele Del Grande è solo uno degli oltre 100 giornalisti incarcerati sotto il governo di Erdogan. Ancora oggi si legge di violazioni di diritti umani e della libera informazione su cui la politica di Erdogan ha attuato un giro di vite con la soppressione del pluralismo di voci e di comunità così identitarie per la Turchia. Il percorso del protagonista segue per oltre vent’anni la storia Turca, una promessa non mantenuta di una strada multietnica, democratica e multireligiosa, in un paese di maggioranza musulmana. Il premio Reset per i diritti umani va a Dönüs / Return di Valeria Mazzucchi. Menzione Speciale della giuria > P.E. Class di Jabar Salehi (Iran 2015, 15’) P. E. Class in bassa MOTIVAZIONE: per il tocco leggero che accarezza una realtà di confine – tra Iran e Iraq, tra desiderio e possibilità, tra passione e futuro – attraverso lo sguardo dei bambini e la loro innocente ma inarrestabile voglia di “giocare” che s’infrange sul “campo minato” degli assurdi e incomprensibili giochi di potere dei “grandi”, la menzione speciale della giuria va a P.E. Class di Jabar Salehi.
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