21.05 Palermo, proiezione di Bring the sun home nell’ambito del convegno “Migrare” di UniPa

Bring the sun home, Porta il sole a casa, è il film documentario prodotto dall’associazione Sole Luna un ponte tra le culture nel 2013. Racconta il progetto promosso da Enel Green Power a favore di 40 donne analfabete o semi-analfabete del Sud America per insegnare loro l’utilizzo dell’energia solare con un corso al Barefoot College ("Università a piedi nudi") fondata in India da Bunker Roy negli anni Settanta proprio per dare un’istruzione tecnica ai poveri del mondo. Ogni 6 mesi il Barefoot College seleziona 40 donne da Paesi diversi trasmettendo alle stesse le competenze necessarie a costruire piccoli impianti solari da utilizzare nei loro villaggi.

 

Una storia emozionante e coinvolgente che martedì 21 maggio sarà proiettata nella Sala delle Capriate allo Steri come uno degli eventi collaterali del convegno organizzato dall’Università di  Palermo Migrare: diritti fondamentali e dignità della persona, iniziativa inserita nel Programma Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 (ASviS). Introduce la proiezione, Gabriella D’Agostino, docente di Antropologia culturale Unipa e direttore scientifico di Sole Luna doc Film Festival.

Il film è stato prodotto dall’associazione Sole Luna con il sostegno di Enel Green Power ed è stato presentato come documentario fuori concorso al Festival di Locarno nel 2013 conquistando, da allora, vari premi.

A firmare la regia: Chiara Andrich, trevigiana, oggi direttore artistico del Sole Luna doc Film Festival in programma dal 7 al 13 luglio a Palermo (Santa Maria dello Spasimo), e il veneziano Giovanni Pellegrini. Nel 2012, quando hanno avviato il progetto, erano entrambi appena diplomati al Centro internazionale di cinematografia di Palermo e si erano fatti notare al Festival Sole Luna, vincendo l’opportunità di partecipare al progetto sostenuto da Enel Green Power per raccontare la scommessa di quelle donne e delle loro comunità in Sud America.

 

BRING THE SUN HOME

Colore, 68’,

HD 16:9,

Stereo Italia, 2013

Trailer

 

SINOSSI 

Maura e Rosa, due donne da un villaggio senza luce di El Salvador, sono appena arrivate in India alla ONG Barefoot College. Assieme ad altre 40 donne da tutto il mondo frequenteranno un corso per imparare l’energia solare. Nello stesso momento dall’altra parte del mondo Jeny e Paula viaggiano tra le comunità di alta quota del sud del Peru per installare i pannelli solari che hanno imparato a costruire al Barefoot College. Al Barefoot College Maura e Rosa si confrontano quotidianamente con difficoltà enormi: non avevano mai lasciato le loro famiglie e si ritrovano catapultate in un paese straniero in cui non riescono a comunicare per studiare circuiti elettrici che non avevano mai visto. Sembra impossibile che riusciranno ad imparare ma con la loro tenacia e la loro forza le peruviane Jenny e Paula dimostrano che il Barefoot College è il posto dove l’impossibile diventa possibile. Dal loro ritorno dall’India non sono più semplici mogli e madri ma sono diventate dei tecnici del solare e stanno portando il sole nelle loro case.

CREDITI

Regia, fotografia e montaggio: Chiara Andrich, Giovanni Pellegrini;

Suono: Kevin Pinto, Leandro Leal;

Musiche originali: Francesco Novara;

Produzione: Sole Luna – Un ponte tra le culture con il sostegno di Enel GP;

Produttore esecutivo: Lucia Gotti Venturato;

Assistente di produzione: Valerio Moretti

Con: Bunker Roy, Rosa Alfaro, Nicolasa Emiliana, Magaan Kanwa, Aguilar “Jeni” Llacna, Paula Marleni, Maura Mejilla, Bhagwat “Guruji” Nandan, Guman Singh S

I REGISTI

 

Chiara Andrich (Treviso, 1982). Autrice e montatrice di film documentari, diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2013, il suo documentario “Bring the sun home”, dopo l’esordio al Festival di Locarno, ha vinto svariati premi in festival internazionali tra cui lo Human Rights Film Festival di San Sebastian, l’EFFA di Melbourne e in Italia a Visioni Italiane, l’Euganea Film Festival e ai Cetri Awards, presso il Senato della Repubblica. Nel 2015, in co-regia con Giovanni Pellegrini, realizza il lungometraggio Ali di tela: un progetto sul campione di volo libero Angelo D’Arrigo, selezionato al Festival de cinema italienne de Annecy, il premio Marcellino De Baggis, l’International Pakistan Film Mountain. Come montatrice, firma il montaggio di film selezionati a festival internazionali: Soledad di Ricardo Iscar, Tobia Scarpa L’anima segreta delle cose di Elia Romaelli, Internat di Maurilio Mangano, Aquagranda in crescendo e Il peggio di me di Giovanni Pellegrini e cura l’ideazione ed il montaggio di 2 documentari storici: Con i messaggi tra i capelli - Ragazze della Resistenza trevigiana e Cefalonia e Corfù – Testimonianza e memoria 1943-2017. Dal 2014 cura la direzione artistica del Sole Luna Doc Film Festival. Chiaraandrich.com

 

Giovanni Pellegrini (Venezia, 1981). Regista, sceneggiatore, direttore della fotografa e montatore nato a Venezia nel 1981, Giovanni Pellegrini si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2012. Il suo documentario d’esordio BRING THE SUN HOME, è stato premiato in numerosi festival internazionali tra cui il Festival di Locarno, lo Human Rights Film Festival di San Sebastian, l’EFFA di Melbourne, il Visioni Italiane di Bologna, l’Euganea Film Festival e il Cetri Awards presso il Senato della Repubblica. Attualmente vive e lavora a Venezia, dove recentemente ha scritto e diretto il documentario AQUAGRANDA IN CRESCENDO, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017.

 

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13.05, Treviso – Sole Luna al Festival Q PIDO

Il 13 maggio a Treviso al Cinema Edera Sole Luna Doc Film Festival collaborerà alla serata del festival Q PIDO con la proiezione di: En el pueblo de Las Salinas, Alessandro Montalbano, Italia 2017, 7 min, v.o. sottotitoli in italiano Evento: https://www.facebook.com/events/359727091312806/ Web regista: https://alessandromontalbanogucciardo.com/about/
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09.05 Palermo, documentari su Carlo e Tobia Scarpa a “Sguardi di luce”

Penultimo appuntamento - giovedì 9 maggio alle 20,30 - della rassegna di documentari "Sguardi di luce" dedicata al tema dell'architettura. Un progetto dell'associazione Sole Luna - Un ponte tra le culture, realizzato insieme a Fondazione Sicilia e all'Università di Palermo e in programma fino al 30 maggio alla Sala dei 99 di Palazzo Branciforte.Sotto i riflettori, l'opera di Carlo e Tobia Scarpa raccontati con tre diversi documentari e lungo un viaggio ideale tra Palermo e Venezia, la città d'origine dei due architetti. Introducono Andrea Sciascia, direttore del Dipartimento di Architettura all'Università di Palermo e Lucia Gotti Venturato, presidente di Sole Luna. Fuoriprogramma, sarà presente anche Paolo Pellizzari del Dipartimento di Economia dell'università 'Ca Foscari di Venezia, ideatore del progetto che ha portato alla realizzazione del documentario "Nel cuore muto del divino" di Riccardo Del Cal (Italia, 2018, 30') che sarà proiettato nel corso della serata.

Il primo film in programma è "Scarpa alla Kalsa" di Federico Savonitto e Ruben Monterosso (Italia 2010, 10'). Il cortometraggio, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Sede Palermo, segue la realizzazione del primo moderno museo d'arte antica in Italia, attraverso i contrasti e l'amicizia tra il giovane Carlo Scarpa e il soprintendente di Palermo Giorgio Vigni, senese, collerico, instancabile lavoratore nella Palermo ancora ferita dai bombardamenti. La Galleria di Palazzo Abatellis sarà completata alla metà degli anni Cinquanta e ancora oggi resta una pietra miliare, nel mondo, per la concezione moderna, chiara e luminosa di uno spazio museale. A seguire, sarà la volta di "Nel cuore muto del divino" di Riccardo Del Cal (Italia, 2018, 30'). Il film fa luce sul restauro di Palazzo Foscari, sede storica dell'Università di Venezia, da parte di Carlo Scarpa incaricato di metter mano alle strutture per rammodernare gli spazi con soluzioni tecniche razionali. Nasce così la nuova Aula Baratto, un luogo i cui confini divengono labili: il pavimento si fa acqua e l'antica architettura del palazzo dialoga con gli elementi moderni introdotti da Scarpa. Tra i punti focali del film, l'analisi del rapporto tra "dentro" e "fuori" e della percezione forte del senso della città.  Chiude il ciclo, "Tobia Scarpa. L'anima segreta delle cose" di Elia Romanelli (Italia, 2015, 30') che documenta alcuni incontri tra il regista e l'architetto-designer, realizzati nel corso di tre anni. Un'intervista nel tempo che segue l'evoluzione del pensiero di Scarpa figlio e la sua straordinaria attitudine a lavorare con gli artigiani e con l'industria. Tobia Scarpa non si sottrae all'occhio indagatore dell'obiettivo, a cui concede anche la ripresa di un improvvisato "concerto minimo" con i bambù, del metallo di risulta e un po' di corda trovati nel suo giardino.

CARLO SCARPA

Carlo Scarpa (Venezia, 2 giugno 1906 – Sendai, 28 novembre 1978) è stato tra gli architetti e  designer più importanti del XX secolo. Per la sua opera ha ottenuto il premio Olivetti, il premio IN/ARCH, la Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte, il Premio della Presidenza della Repubblica per l'architettura, e le nomine a membro degli Honorary Royal Designers for Industry, dell'Accademia Olimpica di Vicenza e dell'Accademia nazionale di San Luca. Una vita ricca di incontri e frequentazioni con poeti e intellettuali tra cui Giuseppe Ungaretti e Carlo Carrà. All'età di trent'anni la sua fama si accresce grazie all'importante progetto di restauro dell'Università 'Ca Foscari tra il 1935 e 1937, proseguito vent'anni dopo con una nuova tranche di lavori. Solida nel tempo anche la sua collaborazione con la Biennale di Venezia. Moltissimi i suoi allestimenti museali: le Gallerie dell'Accademia a Venezia (1945-1959), la Galleria Nazionale della Sicilia in Palazzo Abatellis a Palermo (1953-1954), le prime sale e il Gabinetto disegni e stampe della Galleria degli Uffizi a Firenze (1953-1956), il Museo Correr a Venezia (1957-1960), la Gipsoteca Canoviana a Possagno (1955-1957), il Museo di Castelvecchio a Verona (1958-1974), la Fondazione Querini Stampalia a Venezia (1961-1963).

TOBIA SCARPA

Figlio di Carlo Scarpa, Tobia (Venezia, 1935) segue la strada del padre ottenendo il suo primo premio importante nel 1969, l'anno della laurea in Architettura all'Università di Venezia, grazie all'ideazione della sedia Soriana. Un riconoscimento a cui negli anni, seguiranno tanti altri, tra cui il "IF Industrie Forum Design Hannover" del 1992. Tanti gli oggetti da lui disegnati ed esposti in importanti musei del mondo come la sedia Libertà al Louvre di Parigi. Nel campo dell'architettura, lavora con committenti pubblici e privati, come Benetton Group, per cui progetta l'intero complesso industriale di Castrette di Villorba (Treviso). I progetti realizzati per Benetton sono considerati ancora oggi un paradigma estetico-¬funzionale e un lavoro esemplare di architettura industriale, al punto che sono stati esposti nel corso della Biennale di Architettura del 2012. Nel 2008 ha ricevuto il "Compasso d'Oro" alla carriera. E' del 2012 la mostra "Dialogo sospeso", la prima che racconta, insieme, Carlo e Tobia Scarpa organizzata dal Museo di Arti Decorative di Bordeaux.

 

Sguardi di luce

Palazzo Branciforte

9 maggio ore 20,30

Carlo Scarpa, Tobia Scarpa

Introduce Andrea Sciascia

 

SCARPA ALLA KALSA, Federico Savonitto e Ruben Monterosso Italia 2010, 10'

 

NEL CUORE MUTO DEL DIVINO, Riccardo Del Cal Italia, 2018, 30'

Teaser

TOBIA SCARPA. L'ANIMA SEGRETA DELLE COSE, Elia Romanelli Italia, 2015, 30'

Teaser

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12/17.05 Palermo, Sole Luna Festival alla Settimana delle culture 2019

IN VIAGGIO. STORIE DI MIGRAZIONE, STORIE NOSTRE Rassegna cinematografica a cura di Sole Luna – Un ponte tra le culture in collaborazione con la Fondazione Sicilia Storie di viaggi, migrazioni, sbarchi e inte(g)razione. Una rassegna di documentari sul tema della migrazione attraverso le vie che uomini, donne e bambini percorrono nella speranza di raggiungere l’Europa. Narrazioni su cosa accade a intere comunità che si spostano da un paese all’altro per fuggire dalla guerra, dalla povertà, da un presente senza futuro. Viaggi che non si concludono con lo sbarco: a volte l’accoglienza, la solidarietà e il sostegno sono esemplari, troppo spesso l’odissea continua tra le difficoltà burocratiche per il riconoscimento di uno status, la fatica giornaliera per la sopravvivenza. In ogni caso, i luoghi di “approdo” modificano la percezione del fenomeno che, a distanza ravvicinata, coinvolge tutti nella nostra più profonda umanità.

12 maggio 2019

Alan, Mohammad Jury Iraq, 2015, 8’, v.o, sott. ita. #MYESCAPE, Elke Sasse Germania, 2016, 90’, v.o, sott. ita. e ing. TRAILER

13 maggio 2019

Di là, Giulio Tonincelli Italia, 2015, 8’, italiano TRAILER A Walnut tree, Ammar Aziz Pakistan, 2015, 81’, v.o, sott. ita. TRAILER

14 maggio 2019

Nowhere line: voices from Manus Island, Lukas Schrank Australia e Inghilterra, 2015, 15’, v.o, sott. ita. https://vimeo.com/118446340 Dove vanno le nuvole, Massimo Ferrari Italia, 2016, 72’, italiano TRAILER

15 maggio 2019

Sea of sorrow, sea of hope, Estephan Wagner, Marianne Hougen-Moraga Danimarca, 2018, 29′, v.o, sott. ita. TRAILER Loro di Napoli. Afro-Napoli United, Piero Li Donni Italia 2015, 69’, italiano regista presente in sala TRAILER

17 maggio 2019

Destination de dieu, Andrea Gadaleta Caldarola Italia, 2014, 30’, v.o, sott. ita. TRAILER Singing with angry bird, Hyewon Jee Corea del Sud, 2016, 57′ v.o. sott. Ing. e ita. TRAILER
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02.05 Palermo, documentario su Moshe Safdie a “Sguardi di Luce”

La vita e l’opera dell’architetto israelo-canadese Moshe Safdie, al centro - giovedì 2 maggio - del quinto appuntamento di “Sguardi di luce”, la rassegna di documentari dedicata al tema dell’architettura, realizzata dall’associazione Sole Luna - Un ponte tra le culture insieme a Fondazione Sicilia e all’Università di Palermo. Sul grande schermo della Sala dei 99 a Palazzo Branciforte, il documentario “Moshe Safdie: the power of architecture” di Donald Winkler (Canada, 2005, 90’), miglior film educativo all'International Festival of  Films on Art di Montreal del 2005.  L’ingresso come sempre è gratuito fino ad esaurimento posti con inizio alle 20,30. A tratteggiare il lavoro di Safdie sarà Ettore Sessa, docente di Storia dell’architettura del Dipartimento di Architettura dell'Università di Palermo. “Moshe Safdie: the power of architecture” è un ritratto a tutto tondo dell’architetto assurto a fama internazionale a soli 23 anni con il complesso architettonico Habitat '67. Il documentario racconta la sua infanzia ad Haifa, il trasferimento a Montreal all’età di 15 anni, i suoi studi universitari alla McGill e i viaggi continui attraverso gli Stati Uniti, conducendo lo spettatore dal passato fino al più recente presente: a Boston dove Safdie insegnava e continua ad insegnare alla Harvard University graduate school of design; e poi a Gerusalemme, in Israele, per il Mamilla Center e per il Museo dell’Olocausto. Un viaggio per immagini e parole attraverso i progetti più importanti di Safdie come l'espansione del Peabody Essex Museum di Salem nel Massachusetts, inaugurato nel 2003 o la nuova città di Modi’in, a Gerusalemme, completata nel 2010.   Donald Winkler Canadese, classe 1940, Winkler si è laureato all'Università di Manitoba e ha studiato alla Yale School of Drama. Dal 1967 al 1995 è stato regista e sceneggiatore al National Film Board of Canada di Montreal e, dal 1980, traduttore della letteratura del Quebec. Come regista ha dedicato le sue attenzioni soprattutto al mondo della cultura e delle arti. Il suo lavoro ha incluso brevi film sperimentali (Doodle Film e Travel Log); film sull'artigianato e le arti grafiche (In Praise of Hands and Bannerfilm); sul teatro (Breaking a Leg - Robert Lepage e il progetto Echo); sulla storia sociale (L'estate del '67); e, in particolare, una serie di film su personaggi letterari canadesi, raccolti con il titolo generale "Poets: A Sestet." Altri suoi lavori raccontano di artisti nel campo teatrale e musicale. Nel 2004-2005 Winkler ha diretto Moshe Safdie: The Power of Architecture e The Pines of Emily Carr, basato sulla composizione musicale del compositore canadese Jean Coulthard. Ha inoltre co-diretto The Colour of Memory: Conversations con Guido Molinari, un ritratto contemplativo dell'artista del Quebec, girato durante gli ultimi mesi della sua vita. Tutti e tre questi film sono stati presentati all'International Festival of Films on Art di Montreal nel 2005 e il film su Moshe Safdie è stato proclamato miglior film educativo.  Negli ultimi anni ha rivolto le sue attenzioni soprattutto alla traduzione letteraria ricevendo vari riconoscimenti. Moshe Safdie Moshe Safdie, FAIA è un architetto e urbanista di fama internazionale. Nato ad Haifa (Israele) il 14 luglio del 1938, ha conseguito la laurea in architettura presso la McGill University di Montreal. Dopo l'apprendistato con il leggendario architetto americano Louis Khan, è tornato a Montreal per supervisionare il piano generale per l'Esposizione Mondiale del 1967 e realizzare il suo primo progetto, il complesso Habitat '67. Da allora sono innumerevoli i lavori realizzati dall’architetto israelo-canadese nel Nord e Sud America, nel Medio Oriente, nel mondo in via di sviluppo e in tutta l'Asia e l'Australia: aeroporti, musei, arti dello spettacolo, biblioteche, abitazioni e intere città. Portano la sua firma, tra gli altri: il Museo dell'Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme; la Sede degli Stati Uniti Institute of Peace a Washington, D.C.; il Khalsa Heritage Memorial Complex, il museo nazionale del popolo sikh in India; il Crystal Bridges Museum of American Art a Bentonville, Arkansas; e il Marina Bay Sands Integrated Resort, a Singapore. Oltre all’attività di progettista Safdie ha svolto e continua a svolgere quella di docente. Ha vinto anche numerosi premi tra cui il Companion of the Order of Canada, e più recentemente la AIA Gold Medal 2015 e il Lifetime Achievement Award 2016 della Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum. Attualmente sta tenendo un corso all’Harvard University graduate school of design di Boston su “Ripensare la città, un grattacelo umanista”.   Sguardi di luce 7 marzo – 30 maggio 2019 Palazzo Branciforte 2 maggio ore 20,30 Moshe Safdie: the power of architecture Donald Winkler
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18.04 Palermo, documentario su Zaha Hadid “Sguardi di Luce”

Prosegue giovedì 18 aprile alle 20,30, la rassegna di documentari “Sguardi di luce” dedicata al tema dell’architettura. Un progetto dell’associazione Sole Luna - Un ponte tra le culture, realizzato insieme a Fondazione Sicilia e all’Università di Palermo e in programma fino al 30 maggio alla Sala dei 99 di Palazzo Branciforte. Sotto i riflettori, questa volta, lo “sguardo di luce” dell’architetto iracheno Zaha Hadid, prematuramente scomparsa tre anni fa. A  raccontarlo è Carine Roy, documentarista e regista francese specializzata in arte e design che ne ha tracciato il profilo per Maison +. Ad introdurre la proiezione sarà Emanuela Garofalo del Dipartimento di Architettura dell'Università di Palermo. “Zaha Hadid. An architect. A Masterpiece” (Francia 2015, 52’), ripercorre la carriera e lo stile di questa straordinaria progettista (1950-2016), fra i più famosi architetti contemporanei del mondo e prima donna a ricevere il Pritzker Architecture Prize nel 2004. Cuore del documentario, il Centro Heydar Aliyey di Baku in Azerbaigian, selezionato Design of the Year nel 2014. Un successo straordinario di cui il film mostra curve e segreti. Progettato per diventare il luogo culturale della nazione, il nuovo Centro ha rotto i legami con l’architettura sovietica fino ad allora predominante a Baku, immaginando un nuovo modello di città e di futuro. Tanti i progetti realizzati da Hadid in Italia: dal museo MAXXI di Roma al terminal Marittimo di Salerno, al museo Messner a Plan de Corones in Alto Adige, fino alla Torre Generali e gli edifici residenziali per Citylife a Milano, e alla stazione dell’alta velocità di Napoli-Afragola. Il Centro culturale di Baku diventa così la chiave di lettura di tutta la carriera di Zaha Hadid  e della sua impronta visionaria. Carine Roy Regista e giornalista televisiva a Parigi-Avignone, Carine ROY ha conseguito un master in letteratura comparata (inglese /francese) alla Sorbonne-Paris III nel 1987. Ha lavorato per vari canali televisivi tra cui Arte, France Télévisions e TF1, realizzando servizi di arte e cultura e vari documentari. Nei suoi documentari, si occupa di musica, viaggi e design. Zaha Hadid, un architetto, un capolavoro è il documentario che ha realizzato per Maison +. Zaha Hadid Zaha Hadid (1950-2016) è una tra i più famosi architetti al mondo. Arrivata a Londra, dall’Iraq, nel 1972 per frequentare l’Architectural Association, ha fondato il proprio studio nel 1979 e ha avviato una forma pioneristica di progettazione parametrica. È stata la prima donna a ricevere il Pritzker Architecture Prize nel 2004. Da allora, ha realizzato progetti sorprendenti. Nel 2010, la rivista Time l’ha inserita tra i pensatori pi influenti. E nello stesso anno e l’anno successivo ha vinto anche il Premio Stirling. E’ stata una tra le massime esponenti della corrente de costruttivista. Uno stile innovativo, il suo, che si fa notare fin dai primi progetti come il Peak a Hong Kong (1983), il Kurfürstendamm di Berlino (1986), e la Cardiff Bay Opera House in Galles (1994), ma la fama arriva soprattutto con la stazione dei pompieri al Vitra Campus a Weil am Rhein, in Germania (1993). Tra gli altri suoi progetti: il ponte dello sceicco Zayed (2007-2010) ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti; la Guangzhou Opera House in Cina (2010), il Dongdaemun design Plaza in Corea del Sud (2014). E ancora: il Citylife di Milano; le stazioni della funicolare di Innsbruck; e il Centro Heydar Aliyey di Baku in Azerbaigian, selezionato Design of the Year nel 2014.   Sguardi di luce Palazzo Branciforte 18 aprile ore 20,30 Zaha Hadid Zaha Hadid. An architect. A masterpiece Carine Roy Francia 2015, 52’
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11.04 Palermo, documentario su Renzo Piano a “Sguardi di Luce”

Lo sguardo di alcuni tra i maggiori architetti del panorama internazionale condurrà il pubblico attraverso una riflessione sul concetto di spazio abitato, le esperienze che hanno condotto questi maestri a rivoluzionare la relazione tra paesaggio, contesto e individui che li abitano, la rifunzionalizzazione di edifici carichi di storia trasformati in spazi aperti al futuro. Fa da contraltare il “non-finito”, l’“incompiuto”, provocatoriamente definito “il più importante stile architettonico italiano dal dopoguerra a oggi”, un grand tour tra le rovine contemporanee. 7 marzo-30 maggio 2019 h. 20.30 Auditorium Palazzo Branciforte, Palermo INGRESSO GRATUITO La rassegna è curata da Chiara Andrich, Andrea Mura con il coordinamento di Monica Cosenza Un progetto di Sole Luna Doc Film Festival per Fondazione Sicilia Partner: Università degli Studi di Palermo 11 aprile 2018 Renzo Piano Introduce: Maurizio Carta RENZO PIANO – L’ARCHITETTO DELLA LUCE, Carlos Saura Spagna, 2018, 80′ Nel 2010 la Fondazione Botín di Santander, sulla costa cantabrica, legata al grande gruppo di credito spagnolo, affida al Renzo Piano Building Workshop l'incarico di costruire un centro culturale che porti il nome del suo fondatore. Un edificio che ridisegni il profilo della città, in dialogo attivo ed emotivo con la cittadinanza. A seguire i lavori e intervistare l'archistar fino all'inaugurazione del centro nel 2017, il regista Carlos Saura. TRAILER
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28.03 Palermo, Incompiuto a “Sguardi di Luce”

Lo sguardo di alcuni tra i maggiori architetti del panorama internazionale condurrà il pubblico attraverso una riflessione sul concetto di spazio abitato, le esperienze che hanno condotto questi maestri a rivoluzionare la relazione tra paesaggio, contesto e individui che li abitano, la rifunzionalizzazione di edifici carichi di storia trasformati in spazi aperti al futuro. Fa da contraltare il “non-finito”, l’“incompiuto”, provocatoriamente definito “il più importante stile architettonico italiano dal dopoguerra a oggi”, un grand tour tra le rovine contemporanee. 7 marzo-30 maggio 2019 h. 20.30 Auditorium Palazzo Branciforte, Palermo INGRESSO GRATUITO La rassegna è curata da Chiara Andrich, Andrea Mura con il coordinamento di Monica Cosenza Un progetto di Sole Luna Doc Film Festival per Fondazione Sicilia Partner: Università degli Studi di Palermo 28 marzo 2019 Incompiuto Interviene: Andrea Masu (Alterazioni Video) INTERVALLO Alterazioni Video, Italia 2007, 3’ Un viaggio nel paesaggio siciliano alla scoperta delle bellezze architettoniche dell'Incompiuto. AN INVITATION FOR A DREAM Alterazioni Video, Italia 2018, 10’ Le rovine contemporanee in un dialogo tra Marc Augé e Robert Storr. PER TROPPO AMORE Alterazioni Video, Italia 2012, 22’ Una soap opera psichedelica ambientata nel Parco dell'Incompiuto Siciliano di Giarre. TRAILER UNFINISHED ITALY, Benoit Felici, Italy, 2010, 33‘ Un viaggio alla scoperta delle rovine moderne d’Italia: l’architettura dell’incompiuto. Tra i simboli di un’epoca insicura del suo avvenire, e le persone che hanno reinventato queste strutture paradossali. Quando l’incompiuto diventa fonte di creatività… TRAILER
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Cinema, ottimo inizio d’anno per Sole Luna Doc Film Festival

Il 2019 è iniziato nel migliore dei modi per Sole Luna doc film Festival. Of fathers and sons del regista siriano Talal Derki, in concorso alla XIII edizione del Sole Luna e vincitore del premio della giuria degli studenti a Treviso, è in corsa come miglior documentario agli Oscar 2019 che verranno assegnati il prossimo 24 febbraio. of father and son
Michela Occhipinti, la regista romana vincitrice del Sole Luna 2012 con "Lettere dal deserto" e componente della giuria del festival nel 2013, presenterà il suo primo lungometraggio "Flesh out" (Il corpo della sposa) in anteprima mondiale alla Berlinale nella prestigiosa sezione "Panorama".
Mentre Tides – A history of Lives and Dreames Lost and Found – Some Broken del regista Alessandro Negrini, vincitore del premio della giuria – menzione speciale per la fotografia - al Sole Luna 2016 (oltre che del premio Soundrivemotion per la miglior colonna sonora a Treviso), è stato premiato come miglior film documentario ai Gold Movie Awards 2019 di Londra.
"Assieme all'inserimento del Festival tra gli eventi di grande richiamo turistico della Regione Siciliana  – dice Lucia Gotti Venturato, presidente dell'associazione Sole Luna un ponte tra le culture che organizza il festival – questi riconoscimenti sono la conferma della qualità del lavoro di selezione delle nostre rassegne e dell'attenzione che Sole Luna riceve da registi e produttori, siano essi esordienti o, come in questo caso, affermati a livello internazionale".
La selezione dei film per la prossima edizione del Sole luna doc Film Festival è in corso. La call resterà aperta fino al primo marzo e il bando è scaricabile dal sito internet solelunadoc.org. Oltre 100 i lavori già arrivati all'indirizzo del Festival da tutto il mondo. Michela OcchipintiAl Sole Luna doc Film Festival nei giorni scorsi sono arrivati anche i complimenti di Gianni Massironi, produttore dei film di Michelangelo Antonioni e tra le presenze fisse della rassegna: "Sole Luna -  dice Massironi –è un festival unico in Italia  poiché propone film che nessun altro fa vedere. Un radar che anticipa fenomeni che avverranno ma che adesso stanno esplodendo. Costruendo ponti tra le culture – continua - ha proposto già 14 anni fa soluzioni a problemi che tutti scoprono solo oggi.  E' il 'cinema del reale' in grado di raccontare la vita qui e in altre parti del mondo senza lenti rosate o filtri di pregiudizio". La 14esima edizione del Festival si terrà dal 7 al 13 luglio 2019 al Complesso dello Spasimo di Palermo. Sole Luna doc film Festival è prodotto dall'associazione no profit Sole Luna–Un ponte tra le culture che ha come scopo fondante quello di avviare processi di amicizia e scambio tra popoli, indirizzando principalmente le sue attività alle giovani generazioni. In questa direzione, oltre alla rassegna dedicata al cinema del reale, l'associazione durante l'anno svolge attività didattiche e di formazione nelle scuole superiori ed ha già avviato progetti di alternanza scuola-lavoro  con alcune scuole superiori di Palermo, Treviso e Milano. Fin dagli esordi ha puntato a raccontare le trasformazioni del mondo contemporaneo con una particolare attenzione al tema dei diritti umani. Nel 2019 l'esperienza di coinvolgimento dei più giovani maturata a Palermo, approderà anche in nuove città italiane in partnership con il Festival dei diritti umani: Bologna, Firenze, Roma e Napoli. Lucia Gotti Venturato e Alessandro Negrini  
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