DIARIO DEL FESTIVAL- 06.07.2018- Due terre in una

Diario Del Festival
Progetto di alternanza scuola – lavoro realizzato dai ragazzi della classe III  U del Liceo delle scienze Umane Camillo Finocchiaro Aprile di Palermo

DUE TERRE IN UNA

Diversità culturale patrimonio dell’umanità

“Due terre in una” è il titolo del film che hanno girato due giovani italiani, Flaminio Muccio e Chiara Napoli, che racconta la storia di quattro coppie miste.
Abbiamo avuto l’occasione di intervistare i due registi e di fargli alcune domande…
Com’è nata l’idea di girare questo film?
Mentre eravamo a Salerno – dice Flaminio Muccio – abbiamo preso parte a diversi  festival che ci hanno ispirato, facendoci decidere ad affrontare il tema dell’incontro delle culture all’interno delle relazioni d’amore.
E’ stato difficile trovare coppie che rappresentassero pienamente la vostra idea?
Si molto difficile, le coppie miste erano davvero rare soprattutto come quelle che cercavamo noi, ovvero pronte al matrimonio – dice Chiara Napoli –, abbiamo cercato ovunque. Siamo andati dai sacerdoti, dalle associazioni, all’ufficio anagrafe di stato civile e nei gruppi di incontri finché non ci ha contattato un fotografo che era stato ingaggiato per un matrimonio di una coppia mista: un’indiana e un italiano e da lì poi IMG-20180707-WA0007si è aperto un mondo.
Sosteniamo che l’unione in matrimonio di culture differenti porti necessariamente ad un confronto affinché si possa trovare quel punto di forza che tiene unita la coppia.
Come ha detto Flaminio Muccio: La diversità culturale è il più grande patrimonio dell’umanità. Proprio stamattina sono stato alla Cappella Palatina – racconta – e proprio in questa circostanza mi è venuto spontaneo domandarmi: se l’unione tra le culture ha dato origine a questa bellezza, allora perché noi oggi ci ostiniamo a sostenere il contrario contro l’evidenza?  Quindi è bello che il Sole Luna film festival ponga l’accento sui diritti umani che dovrebbero essere scontati nella nostra società e ancora non lo sono.
Quindi noi pensiamo che se tutti ci soffermassimo un momento a pensare ai diritti dell’uomo, dovremmo chiederci perché, nella società di oggi, alcuni uomini, che vengono differenziati solamente per il territorio in cui nascono, vengono esclusi e ritenuti meno sviluppati culturalmente nonostante ci possano aiutare a migliorare e ad arricchirci personalmente cambiando totalmente la nostra opinione sulla diversità culturale.

Giorgia Calì, Aurora Biraghi

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