DIARIO DEL FESTIVAL-12/07/2019-ALLA SCOPERTA DELLA GUYANA FRANCESE. Intervista a Stéphanie Regnier”

Diario Del Festival

Progetto di alternanza scuola – lavoro realizzato dai ragazzi della classe III  AU del Liceo delle scienze Umane Camillo Finocchiaro Aprile di Palermo

 

ALLA SCOPERTA DELLA GUYANA FRANCESE

Intervista a Stéphanie Regnier”

 

Nella quinta serata si concludono le proiezioni dei film in competizione. Tra i documentari proiettati c’è “Dark Waters”, noi ragazzi abbiamo avuto il piacere di intervistare Stéphanie Regnier , regista  francese del film.

Le abbiamo chiesto cosa l’avesse spinta a girare questo documentario, lei ci ha risposto che, inizialmente, non è stata una decisione facile, perché non conosceva la Guyana francese ed era andata lì a girare un film su un migrante peruviano, Kelly, che voleva attraversare l’Oceano Atlantico dall’America all’ Europa. È stato lui a darle l’input per creare questo film. Inoltre, aveva anche un’amica che lavorava in Guyana e voleva girare un film che parlasse dell’ospedale in cui lei lavorava, ma non aveva ottenuto le autorizzazioni. È andata a trovare quest’amica in un villaggio dove c’è uno stagno, che si attraversa solo con le piroghe, perché non ci sono strade. È un paesaggio desolato: le donne pescano con delle grosse reti, ci sono i mandriani che pascolano gli animali. Aver visto questo villaggio l’ha spinta a raccontare questo luogo.

Successivamente, le abbiamo chiesto come mai avesse scelto questo titolo, lei ci ha risposto che ha fatto delle ricerche su questo posto e ha scoperto che le persone che ci sono adesso sono i discendenti degli antichi schiavi.  Il paesaggio è prevalentemente acquatico, è presente tanta natura e non vi sono siti archeologici o rovine. Nel titolo il termine “nera” si riferisce al fatto che è come se sott’acqua si nascondessero la voce o il ruolo che hanno avuto gli schiavi nella formazione di questo paese.

Inoltre, le abbiamo chiesto quali fossero i personaggi che vedremo nel documentario, lei ci ha spiegato che sono presenti gli abitanti del villaggio, i mandriani. Il primo personaggio che compare è Rodor, un anziano del villaggio che narra una storia tra mito e realtà. Infatti, racconta di uno spirito che si nasconde lì; questi sono degli spiriti che a volte si fanno vedere ma poi, all’improvviso, scompaiono e prendono forme animali.

Infine, le abbiamo chiesto se la vita in questo villaggio fosse difficile, lei ci ha spiegato che è molto complessa perché vi è molta povertà, il villaggio è popolato da serpenti e, in caso di morso, sarebbe molto difficile riuscire a raggiungere un ospedale perché si avrebbe bisogno di un elicottero. Ringraziamo Stephanie Regnier e il suo traduttore per averci permesso di scambiare qualche chiacchiera con loro.

 

Martina Pochini, Federico Albanese

 

Condividi questo post