Diario Festival – Pre Festival – 8 settembre – Intervista a Lucio Schiavon – Lorenzo Vergari

Intervista a Lucio Schiavon di Lorenzo Vergari 

In occasione della proiezione del cortometraggio El Mostro. La coraggiosa storia di Gabriele Bortolozzo di Lucio Schiavon e Salvatore Restivo nell’ambito del Pre Festival Sole Luna, abbiamo posto alcune domande al disegnatore Lucio Schiavon.

Lucio SchiavonMolti suoi lavori si focalizzano su tematiche legate al territorio veneto. C’è un intento in questo?
Sì. Essendo veneziano, mi interessa la mia città. Credo che sia sempre stata raccontata in maniera vecchia e stereotipata, cEl Mostroome se si trattasse della Serenissima. Invece ci sono tante cose recenti da raccontare, come appunto la storia del Petrolchimico, o la terraferma, che è importante tanto quanto la città storica. Per questo è un tema che mi piace scoprire, anche se è sotto gli occhi di tutti.

El MostroQuindi per lei, come per lo spettatore, l’arte è uno strumento di scoperta?
Tante volte l’arte è un’occasione per far emergere dei concetti fuori dai contesti specialistici.
Tornando a El Mostro, io leggevo le storie del Petrolchimico sui libri di magistrati o ex-
politici, che però restano ancorati in una nicchia di poche persone. Se racconti queste storie a un pubblico in una sala, magari usando un’animazione o un linguaggio diverso dal solito, riesci ad arrivare a più gente e quindi a farne parlare di più.

Spesso e volentieri si dice che l’arte è inutile. Secondo lei ha un’utilità o una funzione civile?
È la classica questione della sedia, che serve perché effettivamente ti ci siedi, ma se rimani lì a
non combinare nulla è meglio che leggi un libro. Con l’arte, per me, è la stessa cosa. L’arte è una
rivelazione, un pensiero, un qualcosa a cui magari prima, da soli, non si arriva. E soprattutto, ti dà ciò che per me conta più di tutto: la curiosità di scoprire altro. El MostroInfatti, in El Mostro, la nostra volontà era quella di dire allo spettatore: “Bene. Chi è questo personaggio (Gabriele Bortolozzo, ndr)? Io non te lo spiego, ti dico com’è la storia. Sta a te incuriosirti e cercare.” Ora che c’è la rete, è tutto a portata di tutti: è molto facile trovare storie. Insomma, la curiosità ha alimentato la curiosità. Penso che sia questo l’essenziale dell’artista, del curioso. Diffondere storie in modo diverso: questa era la mission iniziale del film.

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