15.02 Treviso – Disorientando i confini

Con spirito flaneur un gruppo di uomini e donne di varie età ha percorso le strade del quartiere Eden e del centro storico di Treviso, seguendo la trama dei corsi d’acqua, alla ricerca dei sogni perduti, dimenticati nei cassetti, delle persone che incontravano.
Vinta la timidezza e senza scoraggiarsi a fronte di più di un sospettoso diniego, questi esploratori di sogni hanno raccolto e documentato tante storie, emerse, affiorate, narrate con semplicità e passione. La chiave per aprire i cassetti è stata la musica: alle persone veniva chiesta una canzone che richiamasse il ricordo dimenticato, magicamente la musica si faceva sentire e a quel punto… la narrazione diventava fluida, gli occhi brillanti, l’emozione palpabile.disorientare
Il video è la raccolta di queste testimonianze, inclusa la danza del giorno dopo con la ‘colonna sonora’ dei sogni ritrovati nella piazza di OpenPiave.
Bambini, adulti, anziani, che si trovavano là in occasione dell’appuntamento mensile di Genuino Clandestino danzando hanno intessuto una tela di fili di lana multicolori.
Un’azione poetica che ci ha fatto entrare dentro le domande che hanno ispirato il workshop: “Possono i sogni diventare un mezzo per riscoprire la necessità umana dell’incontro e del desiderio di comunicare nella città”?
“E’ possibile, attraverso il dissotterramento dei sogni, disorientare i confini e la separazione delle città?”
“Possono i sogni aiutare ad abbattere i muri invisibili dell’incomunicabilità”?
La risposta sta dentro “Disorientando i confini. Il filo dei sogni dimenticati”.
Per scoprirla, vi invitiamo a cena con proiezione in Biosteria.
Disorientando i confini” prende spunto dal lavoro effettuato nella città di Nicosia a Cipro dal regista Alessandro Negrini. Il workshop ha affrontato la questione in tutte le loro accezioni e ha sperimentato modi per aggirarli poeticamente.
Quali sono i nuovi metodi per catturare e re-immaginare storie di vita quotidiana per persone e luoghi sottoposti a transizione a causa della separazione? Dove finisce esattamente un “confine”? Dove iniziamo – noi, ad esistere nonostante questi limiti?
Questo workshop ha inteso provocare la realtà quotidiana del confine inteso in tutte le sue accezioni, sfidandolo in modo poetico ed evocativo. Usando tecnologie a basso budget e tecniche di narrazione, i partecipanti hanno creato modi per scoprire e dialogare con queste domande. Generare una forma intellettualmente provocatoria ma anche emotivamente significativa di narrazione.

Trovare il filo che lega i cittadini di ogni estrazione, con ogni differente passato. (Alessandro Negrini)

Serata di presentazione della testimonianza filmica frutto del workshop e dell’esplorazione
urbana del 24 e 25 novembre scorsi guidato dal regista Alessandro Negrini
Programma
ore 19,30 proiezione “Disorientando i confini. Il filo dei sogni dimenticati”
ore 20,30 buffet con Alessandro Negrini e il gruppo di esploratori di sogni

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