La mia battaglia

FRANCO MARESCO INCONTRA LETIZIA BATTAGLIA

Regia/Director Franco Maresco
Fotografia/Photography Alessandro Abate
Montaggio/Editing Francesco Guttuso
Produzione/Production Lumpen
Italia 2016, 30’ italiano con sottotitoli in inglese/ Italy 2016, 30’ Italian with English subtitles

Palermo: la fotografia, la malattia mentale dell’Ospedale Psichiatrico di via Pindemonte, la vita e la morte, l’amore e la vecchiaia. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla grande fotografa Letizia Battaglia in un “incontro ravvicinato” con Franco Maresco, che vede la luce dopo vent’anni di attesa. Il risultato è il racconto intenso e inedito di una città che Letizia Battaglia ha reso nota al mondo per la sua violenza efferata ma senza dimenticarne la grazia, l’innocenza e la voglia di non arrendersi.


Rivisitazione dello sciopero

Progetto audiovisivo / audiovisual project
archivio / archive Lo sciopero dei netturbini, Pier Paolo Pasolini, 1973
sonorizzato dal vivo da /sonorized by Luca Maria Baldini
montaggio /editing Cosimo Terlizzi
produzione / production AAMOD, Le Cannibale
Italia, 2022, 40’
Italiano con sottotitoli in inglese

Lo sciopero dei netturbini, un documentario inedito di Pier Paolo Pasolini, celebra il primo sciopero dei netturbini del 24 aprile 1970. Avrebbe dovuto far parte di un’opera collettiva, terminata nel settembre 1970. Il film fu girato, ma non montato. Si pensava fosse andato perduto ma è stato ritrovato nel 2005 (senza audio) negli scaffali dell’Archivio del Movimento Operaio Democratico (AAMOD) da Mimmo Calopresti. Rivisitazione dello sciopero è un progetto audiovisivo di Cosimo Terlizzi, regista e artista, e Luca Maria Baldini, musicista, sound designer e artista, prodotto da Fondazione AAMOD e Le Cannibale. Re-interpreta il documentario di Pasolini in occasione del centenario della sua nascita. Dagli originali 84 minuti di girato ne esce un montaggio di circa 40 minuti, un’opera pensata per una sonorizzazione live che è stata presentata in anteprima al PAC (Padiglione Arte Contemporanea) a Milano.
La voce del regista emerge dai volti degli operai, creando un corto circuito semantico e sonoro. “Gli scopini” da lui stesso definiti, diventano il medium per le sue parole e per il celebre discorso di Moravia durante il suo funerale. Il flusso sonoro composto da campionature, sintetizzatori e strumenti analogici, mette lo spettatore in una disposizione percettiva amplificata accompagnandolo nel percorso audiovisivo suonato dal vivo.